Gioco
Cala la produzione del grano previsto circa il 40% in meno
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PRESIDENTE. Vivarelli Colonna 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Non è tutto oro ciò che luccica, anche se l'oro è quello delle gialle spighe di grano, il cui colore ricorda il prezioso metallo. A richiamare l'attenzione sul pericolo che potrebbero correre i produttori di grano della Maremma è Confagricoltura Grosseto, il cui presidente, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, invita a conferire il grano presso le strutture produttive del territorio, così da affrontare il mercato in maniera più solida. «Se guardiamo i campi di grano - piega Vivarelli Colonna - a causa della piovosità, dei ritardi di semina e anche dei recenti "allettamenti", abbiamo un prodotto che non promette grande qualità in termini di peso specifico e proteine, ma soprattutto avrà una riduzione della quantità. Si parla infatti di una perdita del 40% del raccolto. Questo significa che il "granaio della Toscana" produrrà quest'anno 300mila tonnellate rispetto alle 500mila del 2010, circa 200mila tonnellate in meno. Se a tutto ciò, aggiungiamo i rialzi del prezzo del grano di quasi 2 euro al quintale, ma il trend è in crescita, ci sono i segnali incoraggianti per chi da anni è stato penalizzato e oggi potrebbe ottenere un giusto indennizzo. Per questa ragione è opportuno che gli agricoltori sviluppino massa critica, conferendo il proprio prodotto alle strutture territoriali, per spuntare prezzi migliori, senza farsi attrarre dalle sirene di chi "garantisce" rese economiche anche al di sopra del mercato. Pertanto, come Confagricoltura invitiamo tutti gli interessati a vendere il proprio grano alle strutture produttive territoriali, le stesse che negli ultimi anni hanno dato ampie garanzie di affidabilità e credibilità».
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