Attenzione
Suv contro scooter, muore a 55 anni
Federico Lazzotti Lorenzo Santorelli
L'incidente è avvenuto lungo l'Aurelia, giallo sulla dinamica. Indaga la polstrada
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ORBETELLO. Indossava i vestiti da lavoro e un paio di ciabatte, le scarpe le aveva sistemate nel bauletto dello scooter. Per tornare a casa, a Orbetello, avrebbe dovuto proseguire lungo la statale Aurelia per una decina di chilometri ancora, invece Claudio Mari, 55 anni, una moglie che lavora in ospedale e due figli che si affacciano al mondo dei grandi, finito il tratto di guard rail che separa le due direzioni di marcia si è scontrato con la jeep che lo seguiva: lo scooter è stato ritrovato a una ventina di metri dal punto in cui è avvenuto l'impatto, il corpo, invece, è rimasto fermo, a cavallo delle due carreggiate. Il casco poco distante. Raccontano di lui gli amici: «È un uomo venuto dall'agricoltura». Una definizione figlia del suo passato legato all'attività in un'azienda agricola della zona. E proprio all'agricoltura sarebbero legate anche le ultime ore della sua vita. Il cinquantacinquenne, infatti, ha incrociato la morte lungo le strade di Ansedonia dove pare che si prendesse cura di alcune ville in assenza dei proprietari. Quello che è avevnuto tra le 12.50 e le 13.10, quando è stato lanciato l'allarme da alcuni automobilisti che hanno assistito alla scena, stanno cercando di ricostruirlo gli agenti della Polstrada di Orbetello coordinati dal pubblico ministero Giuseppe Coniglio. I poliziotti hanno già sequestrato i due mezzi coinvolti nell'incidente e ascoltato l'imprenditore edile che era alla guida del Grand Cherokee nero che avrebbe innescato la carambola. «Stavo andando verso Roma per una riunione - ha detto agli agenti - quando lo scooter che era davanti a me ha cercato di effettuare un'inversione di marcia». Il conducente del suv, 43 anni, pure lui residente a Orbetello, avrebbe a mala pena cercato di frenare. Poi lo schianto, avvenuto di tre quarti tra il motorone 200 della Piaggio e il fuoristrada. Inutili i soccorsi per cercare di dare una speranza a Claudio Mari. Troppo profonde le lesioni che si è procurato, tanto che l'elisoccorso Pegaso è stato fatto tornare alla base subito dopo l'atterraggio sull'Aurelia. «Stiamo effettuando ulteriori accertamenti - spiegano gli investigatori - per capire che cosa sia accaduto». Se la versione del conducente del Suv venisse confermata potrebbe voler dire che l'ex agricoltore abbia provato a tornare indietro. Forse aveva dimenticato qualcosa in una delle ville di cui si occupava all'Ansedonia? Non basterà questo particola per risolvere l'iter giudiziario che si è aperto e che dovrà chiarire eventuali responsabilià. La famiglia della vittima, infatti, in primis la sorella e la moglie di Claudio Mari, capo sala all'ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello, hanno già dato mandato all'avvocato Bruno Leporatti di tutelare i loro interessi legali. «Mi riservo di verificare la situazione - spiega il legale della famiglia - in particolare per accertare la dinamica dell'urto. Dico soltanto che in quel tratto di strada il limite di velocità se non vado errato è di settanta chilometri orari e lo scooter è stato ritrovato molto lontano dal punto dov'è avvenuto l'impatto».
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