Il dolore
Alle elementari di via Giotto: raccolta di firme fra i genitori
Il figlio si ferisce a scuola «Quel giardino è pericoloso»
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VIA GIOTTO. La cancellata rotta e rugginosa e alcune pietre smosse 4 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Un taglio di vari centimetri, la corsa al pronto soccorso e tre punti al ginocchio per una brutta caduta nel giardino della scuola. È successo alcuni giorni fa a un bambino di 10 anni che frequenta la scuola elementare comunale di via Giotto a Grosseto. Lo studente - raccontano i genitori - «stava giocando coi compagni nel retro dell'edificio, quando è inciampato in una passerella col travertino smosso e rialzato, procurandosi una brutta ferita proprio nel punto di piegatura della gamba». Al pronto soccorso gli hanno suturato il taglio e steccato il ginocchio, ma il bambino ha perso 15 giorni di scuola. I genitori sono corsi al riparo con una raccolta firme, anche perché il giorno prima c'era stato il bimbo era tornato a casa con «uno strano rigo in faccia, per colpa di rami non potati». Un refrain, a quanto pare, che si ripete da mesi, con altri studenti della stessa scuola incappati in cadute rovinose, sempre addebitabili - accusano i coniugi - a questo luogo solo all'apparenza sicuro, gioioso e tranquillo a due passi dal più grande polmone verde del capoluogo, ma pronto a trasformarsi in un covo di pericoli. «Gli stradelli d'asfalto - accusa la mamma di Matteo (nome di fantasia) - sono pericolanti, le mattonelle smosse e rialzate, le radici sporgenti, l'erba alta, i rami toccano terra. I muretti sono smossi, vengono via con un dito e se un bimbo ci va sopra si spacca i piedi. Anche la ringhiera è rotta: al suo posto ci hanno attaccato il fil di ferro. I pericoli sono ovunque, la situazione è tremenda». A verificarlo di persona - dopo aver portato il figlio al pronto soccorso - sono stati i genitori stessi, corsi sul posto in cerca di verità. «Volevamo capire come si era fatto male perché, se è vero che i piccoli infortuni possono capitare agli studenti più vivaci, ferirsi in maniera così grave è decisamente troppo. Ma una volta là abbiamo trovato di tutto». Dal fil di ferro alle pietre "sbottate". Il loro piccolo era inciampato nel bordo di una passerella dissestata, e il taglio era capitato nel punto di piegatura del ginocchio. Per questo ha comportato una prognosi piuttosto lunga. «Ha perso quindici giorni di scuola, gli hanno steccato la gamba. Ha perso la fine dell'anno scolastico, e siccome abitiamo in una casa al quarto piano senza ascensore, abbiamo dovuto farlo stare dalla nonna». Il giorno prima sotto l'occhio sinistro «aveva anche sbattuto la faccia sui rami che penzolano fino a terra, i bambini ci sbattono di continuo. Ma si può andare avanti così?» I genitori si sono sfogati e hanno raccolto più di quaranta firme tra le altre mamme, da presentare al Comune. Il malumore è generale, tutti vogliono manutenzione urgente. Nel corso della petizione, dice la signora, «ho avuto modo di parlare con le mamme. Non hanno battuto ciglio nel sostenere le mie ragioni. Anche qualche altro figlio si è fatto male più volte, ma tra loro c'è rassegnazione perché sostengono che la situazione va avanti da anni, e nessuno ha mai fatto niente. Mi hanno detto: "ma prima che si facesse male tuo figlio non te ne eri accorta?". E' vero, quando le cose non ti toccano personalmente non le vedi. Ma prima che sia troppo tardi, mi auguro che il Comune faccia qualcosa. Ora che la scuola è chiusa sarebbe il momento buono». Con un appello finale, in bilico tra disperazione e provocazione: «se gli enti non hanno soldi, perché non ci fanno spendere 10 euro in più in tasse per sistemare il giardino? Io ci sto, purché si faccia tutti». Elisabetta Giorgi Manca anche il sapone Soldi per la carta igienica Non è solo la scarsa manutenzione il problema sollevato dai genitori dei bimbi che frequentano la scuola elementare di via Giotto. Da anni - denuncia la stessa madre - "c'è un problema di minor conto rispetto a quello della sicurezza, ma comunque anomalo. La scuola non ha soldi per le cose minimali: i bimbi sono senza carta igienica, sapone per le mani, carta per le fotocopie. Così ogni anno ci viene chiesto di versare 10 euro per queste piccole incombenze. Di fatto non è un'imposizione, ma ci vien fatto capire che la scuola ha pochi soldi e che se non si fa così il bimbo non avrà il sapone per le mani, o la carta per andare alla toilette. Più o meno tutti di comune accordo e a titolo di puro volontariato, noi genitori ottemperiamo, ma c'è qualcuno che dice di no. La scuola - oggi - è in degrado totale". (e. gi)
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