Sicurezza
I capelli di Madre Teresa da Calcutta a Grosseto nella chiesa che non c'è
Francesca Gori
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LA RELIQUIA. I capelli di Madre Teresa sono conservati in una teca. A destra don Tarcisio Tomasoni 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Per raccontare quello che faceva lei ha sempre utilizzato la metafora della goccia d'acqua nell'oceano. «Quello che facciamo - diceva - è soltanto una goccia nell'oceano, ma se non ci fosse quella goccia all'oceano mancherebbe». Ora quella goccia è arrivata in città, accolta dalla comunità come una benedizione. Una goccia che non ha la sua forma propria ma che è una ciocchettina di capelli. Fili d'argento, appartenuti proprio a Madre Teresa di Calcutta. Una reliquia di prima classe, partita con un volo dalla metropoli indiana per arrivare dritta in una teca della chiesa che ancora non c'è ma che porta già il nome della beata. Per ora, i resti di Madre Teresa sono conservati nella grande sala polivalente della parrocchia della Beata, ma, una volta pronta la chiesa che sarà costruita alla Cittadella, saranno traslati e occuperanno un posto d'onore, quello sotto l'altare principale. Gaetano Matano, ex carabiniere con lo scudo crociato cucito sul petto, è stato il tramite di questo "miracolo". Da quando ha posato la pistola d'ordinanza e messa in un baule la divisa, ha cominciato a girare le foreste del nord dell'India per portare la parola di dio alle popolazioni indigene. Durante il suo ultimo viaggio, insieme a don Saverio, ha fatto tappa a Calcutta. «Era Natale - racconta - e avevo portato con me le foto della parrocchia dedicata alla Beata. Le ho fatte vedere alla madre superiora delle suore della Carità. Con noi c'era padre Marcel Fernandez, confessore spirituale della congregazione. Io avevo soltanto espresso, in quell'occasione, il desiderio di avere una reliquia per la nostra parrocchia. Certo non mi aspettavo una sorpresa del genere». La sorpresa, infatti, è arrivata a fine aprile con l'aereo sul quale viaggiava padre Marcel. Atterrato in Italia, il missionario è arrivato a Grosseto con quel dono prezioso: i capelli di Madre Teresa. Alla parrocchia di via Stati Uniti, era già tutto pronto per accogliere la reliquia: don Tarcisio Tomasoni aveva già chiesto e ottenuto i permessi per l'esposizione alla Santa Sede e aveva già predisposto la teca dove sono conservati, accanto al certificato che ne attesta l'autenticità. Quando la reliquia è arrivata a Grosseto però, ad accoglierla non c'è stata una folla di fedeli né una cerimonia in pompa magna. La festa è stata fatta un mese dopo, la prima domenica di giugno, con i parrocchiani e la teca è stata benedetta da don Tarcisio, che ha una reliquia sacra ma che ancora non ha una chiesa dove esporla. «L'arrivo della reliquia a Grosseto - aggiunge Matano - è un segno. Madre Teresa era già stata in Maremma, aveva visitato Massa Marittima e l'Argentario». Matano, allora, era carabiniere e aveva partecipato al servizio d'ordine. «Quando padre Marcel ci ha detto che si trattava dei capelli di Madre Teresa - aggiunge - siamo stati felicissimi. In quei capelli c'è il dna della Beata». Una reliquia di prima classe appunto, la più importante da adorare per un fedele perché appartiene a una parte del corpo della Beata. Beata che ancora non è diventata santa: per questo, non possono ancora essere organizzati pellegrinaggi alla teca custodita a Grosseto. In parrocchia, l'arrivo della reliquia è stato salutato con la preghiera. Ora la comunità, composta da circa trecento fedeli che ogni domenica partecipano alla messa dentro la sala polivalente, aspetta soltanto la costruzione della sua chiesa. Quella goccia nell'oceano della quale parlava proprio Madre Teresa mentre portava avanti la sua missione al fianco degli ultimi della terra.
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