Attenzione
Pic nic sulla scalinata del Duomo
Claudio Bellumori
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LE VETRATE. Infrante dalle pallonate dei ragazzini Bottiglie e cartacce lasciate sul sagrato, pallonate alle vetrate
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ORBETELLO. Il chiavistello della porta della canonica piegato, quattro vetrate rotte a pallonate dai ragazzini che giocano lì intorno, bottiglie di birra e cartacce sulla scalinata. Per il Duomo, pare che sia finita la pace, almeno negli ultimi periodi. Qualcuno ha piegato il chiavistello della porta che conduce al giardino della casa canonica. Il mese scorso sono state rotte le vetrate (quattro): in una di queste si vede ancora il pallone. E poi bottiglie di birra e cartacce sulla scalinata. Questo è ciò che ha subito il Duomo di Orbetello. L'ultimo fatto, in ordine di tempo, è accaduto in via Solferino e ha interessato il chiavistello della porta da cui si può accedere al giardino della casa canonica. Un episodio che si è verificato nell'ultimo fine settimana. «Probabilmente l'episodio è avvenuto tra sabato e domenica - precisa don Pietro - abbiamo provveduto alla sistemazione. Non ho effettuato alcuna denuncia». Il perché del gesto è un mistero: «Non so - glissa don Pietro - forse qualcuno ha preso a calci la porta. Di conseguenza il chiavistello si è un po' piegato». Nel corso del racconto la voce non ha mai cambiato tonalità. Don Pietro, peraltro, non ha intenzione di drammatizzare troppo, eppure alla conta i cerotti sono diversi. «Il mese scorso sono state rotte quattro vetrate - continua - due sono di importante valore artistico, le dovrò portare a Firenze. In quella più alta si può notare il pallone». E poi le scalinate del Duomo, che il sabato sera sono ormai adibite a punto di ristoro. «La domenica mattina io e una signora dobbiamo pulire quello che lasciano la notte - spiega - bottiglie, cartacce, resti di pizza. Forse sono persone un po' ubriache che non si rendono conto di quello che stanno combinando. Questa è una zona di passaggio, tra chi si dirige in centro e chi, invece, ha intenzione di visitare il Duomo». Don Pietro, con molta pacatezza e senza uscire fuori dalle righe, chiede rispetto. «Stiamo parlando di un monumento simbolo del paese che va rispettato da tutti - continua - e non deve trasformarsi in un luogo di bivacco. C'è chi poi gioca a pallone, ma lo spazio intorno al Duomo non è mica un campo sportivo». Guai a parlare di vandalismo pre-confezionato. «Per carità, non c'è alcun allarmismo e mi auguro che non passi tale messaggio - conclude il parroco - però è necessario che la gente capisca l'importanza del Duomo e che lo rispetti. C'è bisogno di più attenzione da parte di tutti, anche da parte dei ragazzi che utilizzano il sagrato come un campo di calcio».
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