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Le "giravolte" della burocrazia

Le "giravolte" della burocrazia

Lavori simili già autorizzati in passato, ora nuova linea

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 MARINA DI GR. La decisione del Tar sulla Gondoletta potrebbe scatenare la bufera sul lungomare di Marina. Perché? La Soprintendenza ha bocciato il progetto del bagnetto perché, tra le altre cose, toglie la visuale dal mare. Eppure quel tipo di struttura, con un tetto più ingrombante dell'attuale, non è una bizza del progettista ma un obbligo previsto dal Piano del Comune sugli arenili. Che i proprietari dei bagnetti che già hanno ristrutturato in passato hanno dovuto accettare, anche se non sempre con entusiasmo.  Lo spiega Walter Maretti, della cooperativa degli stabilimenti balneari di Marina. «Il progetto della Gondoletta, come quelli dei bagnetti già ristrutturati - spiega Maretti - è così perché così lo prevede il Comune. Non si tratta di strutture a due piani, ma a un piano più deposito occasionale con tetto a doppia pendenza dal 20 al 40 per cento ortogonale rispetto alla linea di battigia».  Una "precauzione" che, nell'ottica di chi ha scritto la norma, serve a sollevare l'aria salmastra proveniente dal mare per tutelare la pineta. «Io stesso, quando ho ristrutturato il mio stabilimento (il Moreno, ndc) nel 2005 avrei preferito farci una terrazza, che sul mare è anche più bella. Ci si poteva fare un prendisole o mettere dei tavoli. Invece mi sono dovuto adeguare».  Secondo il tecnico che segue le pratiche della cooperativa, il Regolamento urbanistico non dovrebbe cambiare molto le regole. Se però il Tar dovesse dar ragione alla Soprintendenza, forse anche il Regolamento dovrebbe essere rivisto?  Dopo la Bolkenstein, la direttiva europea che nel 2015 rimetterà all'asta le concessioni balneari, gli imprenditori della spiaggia rimangono appesi a un nuovo dubbio che rende il loro lavoro e i loro investimenti meno sereni.  «Se il Tar dovesse respingere il ricorso della Gondoletta - spiega Maretti - vorrebbe dire che, oltre alla Soprintendenza, anche in questo caso siamo in mano a incompetenti. Le motivazioni della Soprintendenza sono assurde, ridicole e offensive. Siamo alla disperazione». F.F.

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