Il dolore
Progetto bloccato dalla soprintendenza: «Rovina il profilo costiero». I titolari: «Non è finita qui»
Bagno Gondoletta, confermato lo stop
Francesca Ferri
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PRIMA E DOPO Il bagno Gondoletta oggi (a sinistra) e nel progetto bloccato Il Comune dice no ai lavori di rifacimento e vince il primo round al Tar
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MARINA DI GROSSETO. Con un gesto abbastanza prevedibile il Tar porge un primo assist alla Soprintendenza dei beni paesaggistici di Siena e manda sotto di un gol i proprietari dello stabilimento balneare "La Gondoletta" di Marina di Grosseto. La partita è quella per ristrutturare il bagnetto sul lungomare della frazione. Una ristrutturazione da farsi secondo un progetto che il proprietario, Francesco Ferretti, si è visto bocciare a marzo dalla Soprintendenza. Sulla base di questo "niet", il Comune di Grosseto non ha autorizzato la demolizione e ricostruzione del bagnetto e proprio contro il diniego dell'ente Ferretti ha fatto ricorso al Tar per chiederne la sospensione e l'annullamento. Il Tar, però, almeno su questo punto al momento sembra dar ragione alla Soprintendenza. «Il parere della Soprintendenza risulta sorretto da una adeguata motivazione - spiegano i giudici fiorentini - e non risulta sussistente nemmeno l'ulteriore requisito del periculum in mora», cioè il rischio di subire un danno grave e irreparabile nell'attesa di capire cosa succederà nel secondo tempo del match, quando il Tar dovrà esprimersi sulla questione in sé per sé. La partita più importante tra La Gondoletta e la Soprintendenza, infatti, si gioca su questo piano, cioè convincere i giudici fiorentini che le motivazioni addotte da Siena non sono valide. La richiesta di sospensione e annullamento, infatti, è solo un'appendice rispetto al ricorso vero e proprio, quello in cui Ferretti chiede al Tribunale amministrativo di pronunciarsi sulle ragioni che la Soprintendenza ha messo alla base del suo "no" alla ristrutturazione del bagnetto. Siena contesta, ad esempio, il materiale utilizzato e il fatto che il nuovo edificio impedisce la visuale da e verso mare. Motivazioni che hanno fatto gridare Ferretti allo scandalo e, con lui, hanno sollevato un coro di proteste da parte di tutta la categoria di balneari. Non solo i bagnetti, rispetto ai palazzoni del lungomare, sono le strutture più basse ma tutte le ristrutturazioni fatte negli anni passati - una decina su trentadue bagnetti - poggiano su progetti, se non identici, per lo meno disegnati con i medesimi requisiti di quelli che hanno ispirato gli architetti della nuova Gondoletta. E tutti sono stati approvati dalla Soprintendenza di Siena. Perché, dunque, le vecchie ristrutturazioni hanno passato l'esame della Soprintendenza e quella per La Gondoletta è stata bloccata? Quelli erano altri tempi, viene da dire. Con l'arrivo della nuova soprintendente, infatti, la nuova Gondoletta e altri interventi, non solo di privati (si veda il progetto di caffetteria al bastione Maiano), hanno ricevuto l'alt. Per questo Ferretti si è rivolto al Tar. E per questo è ancora fiducioso di poter strappare la vittoria sul campo fiorentino. «L'ordinanza del Tar dello scorso 10 giugno - spiega - respinge solo la nostra richiesta di sospensione, ma questo non significa che la partita è persa. Dobbiamo ancora discutere la questione nel merito e solo a luglio il Tar emetterà la sentenza». La partita, dunque, è ancora aperta. E, come nello sport, anche nelle aule di Tribunale sul risultato non c'è da scommetterci.
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