Finanza
LA LETTERA
«Zero idee, e la frazione muore»
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PRINCIPINA. Un altro abitante di Principina, Marco Monetti, ha preso carta e penna per denunciare al Tirreno «il degrado sempre più pesante, come se il tirare a campare politico e commerciale avesse ormai assuefatto i nostri amministratori». Una lunga lista di incurie che renderebbero invivibile la quotidianità nella frazione balneare. «Le strade sono sporche e invase dai rovi, gli aghi di pino di questa stagione si sommano a quelli della precedente, le ciclabili sono pericolose e quasi non si distinguono più, le strade interne devastate dalle radici dei pini sono rischiose anche per chi va in bicicletta. Per non parlare di quel pezzo di paradiso che collega Principina a Marina ormai abbandonato a se stesso con attrezzi del percorso natura devastati o usurati, staccionate divelte, escrementi di cane». Da questi disagi (dovuti anche a «una totale assenza di controllo se non quello che serve a rimpinguare le casse comunali tramite le multe per divieto di sosta estivo, mentre sulla strada della Trappola la velocità media oscilla fra i 120 e i 150 dipende dal cretino di turno») parte un invito a «costruire il 2012 da adesso. Non dico sia facile ma non ci stiamo neppure provando, il che è ancora peggio. Per la stagione 2011 le fatidiche vele sono state portate a casa grazie alla distrazione delle elezioni comunali». Un degrado che coinvolgerebbe anche Marina, e avrebbe nella crisi un unico colpevole. «Ma la crisi di idee e di coraggio. Come il coraggio di fare le ciclabili vere in una città che non ha una salita, nella quale non dovrebbero esistere code di auto ma persone che in completa sicurezza si muovono all'interno di un raggio che se misura 4 km è troppo».
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