Il Tirreno

Grosseto

«Ora nell'acqua investa lo Stato»

Ceroni (Fiora): «Bene i cittadini, ma va ripensata tutta la gestione»

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 GROSSETO. Tutti di Centrosinistra, oltre al comitato, i commenti ai risultati. E molti, Luca Sani in testa, chiedono al Governo di lasciare e di tornare a nuove elezioni. E il sindaco Bonifazi sottolinea che la vera buona notizia è che in Maremma non ci sarà una centrale nucleare.  Interessante è anche il commento di Claudio Ceroni, presidente dell'Acquedotto del Fiora. «Sui quesiti che ci interessano direttamente, i cittadini si sono espressi chiaramente sul considerare l'acqua bene comune e chiedono di rafforzare la presenza della parte pubblica nelle società di gestione. Hanno quindi detto di essere contrari ai mercati protetti, ai ricavi garantiti e al profitto sulla gestione dell'acqua. Adesso diventa necessario percorrere altre vie rispetto a quanto previsto dalle forme di gestione attuali. È indubbio che gli investimenti debbano continuare per sostenere il servizio idrico e i livelli occupazionali del settore. Per farli, non è però pensabile di ricorrere ad aumenti tariffari e in questo scenario è complicato poter ricorrere a finanziamenti pubblici, dato lo stato in cui versano le casse degli enti pubblici. Quindi è necessario che gli interventi siano finanziati direttamente dallo Stato. E, trattandosi di opere pubbliche, devono essere finanziate come tali dalla Banca dello Stato e quindi dall'Ente Deposito e Prestiti, attraverso il fondo speciale finora alimentato dal raccolta del risparmio postale. Il mio invito a Franco Bassanini, in qualità di presidente dell'Ente Deposito e Prestiti è quello di proporre proposte operative, utili per finanziare opere importanti dalle quali le nostre reti idriche non possono prescindere ma anche per mettersi in regola rispetto alle normative europee, in termini di depuratori, e a chiudere, in tal senso, il finanziamento strutturato di cui necessità Acquedotto del Fiora, a tassi simili a quelli applicati alle altre opere pubbliche. Rappresenta, invece, un'alternativa attraente e suggestiva la proposta di Enrico Rossi per finanziare, attraverso l'apporto dei cittadini, le opere pubbliche indispensabili sul territorio. Ma è un progetto a medio termine mentre la gestione del Servizio Idrico Integrato ha bisogno di interventi e finanziamenti fin da subito. Comunque vadano le cose ben vengano normative certe per poter assicurare i servizi che i cittadini richiedono per poter usufruire di un servizio buono ed a un prezzo giusto. Per questo non possono certo essere perseguite le logiche demagogiche secondo le quali l'acqua non deve costare nulla».  Luca Sani (Pd): «Gli elettori hanno dimostrato di comprendere bene il merito e la portata politica dei 4 quesiti referendari, e si sono espressi in modo inequivocabile. Si allarga quindi il fossato tra il Governo e il Paese, ed del tutto inutile continuare nel tentativo di galleggiare: per questo bisogna subito andare alle elezioni anticipate, con Pierluigi Bersani leader dello schieramento di Centrosinistra».  Silvano Brandi, del comitato referendario 2Sì per l'Acqua: «La sensibilità, la consapevolezza chiara e profonda, palesata da moltissime cittadine e cittadini, di volersi riappropriare della responsabilità di decidere sulle scelte di fondo del nostro vivere comunitario, di riappropriarsi della politica, segna un notevole scarto con quel ceto politico più attento agli interessi delle società per azioni amiche, alle alchimie di palazzo, che agli interessi della collettività. Lascino la scena i partiti, che scarso apporto reale hanno dato alla raccolta delle firme e alla promozione dei referendum, i veri artefici di questa vittoria di democrazia sono le persone comuni, soprattutto giovani, che in questi obbiettivi hanno creduto e si sono spesi».  Barbara Pinzuti (Pd): «Oltre il 60% degli elettori della Provincia di Grosseto si è recato alle urne, è un risultato bellissimo, l'ennesimo segno di una riscossa civica che in Italia e in provincia di Grosseto ha mostrato tutta la sua forza e la sua capacità prima con le elezioni amministrative e oggi con il voto popolare nel referendum».  Mauro Pasquali (Idv): «Il primo pensiero, oggi, va a tutti i nostri militanti che da oltre due anni, con la raccolta firme e la campagna referendaria, hanno offerto le loro energie e il loro tempo per questo grande successo».  Massimo Borghi (sindaco Gavorrano): «Sono fiero che la comunità gavorranese abbia ribadito il suo grandissimo senso civico, attestando oltre il 66% l'affluenza alle urne per questi importanti referendum».  Leonardo Marras: «Il risultato della provincia di Grosseto è stato superiore a quello nazionale e questo, oltre ad essere un bel segnale per la Democrazia, testimonia di un tessuto civico vivo e vegeto, che sa mobilitarsi sulle grandi questioni nazionali che c'interessano tutto quanti come cittadini».  Emilio Bonifazi: «Un grande successo per l'Italia e uno splendido dato di affluenza per Grosseto. Per il nostro territorio scompare una volta per tutte il pericolo di una centrale nucleare; e questa è proprio una bella notizia».

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