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Grosseto

Massa Marittima, "giovani contro il razzismo"

<b>SEMINARIO </b>Sedici ragazzi hanno partecipato
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SEMINARIO Sedici ragazzi hanno partecipato

Sedici ragazzi partecipano a un seminario, a tu per tu con i profughi del Sant'Anna

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 MASSA MARITTIMA. Sono sedici, tutti tra i 15 e i 18 anni, i "ragazzi contro il razzismo" che partecipano al workshop organizzato a Massa Marittima, al rifugio Sant'Anna, dall'Accademia Europea di Firenze. La base del seminario è il progetto europeo Yar, acronimo di Young Against Racism.  Un progetto che finanzia iniziative rivolte ai giovani contro la discriminazione e l'intolleranza. È con questo spirito che ragazzi provenienti da Massa Marittima e Follonica hanno aderito all'esperienza formativa consistente in attività di libera espressione, riflessione, discussione e indagine sul tema delle reazioni alle diversità. Il tutto coordinato dai formatori dell'Accademia, Roberto Maestrini, Giulia Daddi, Stefania Zamparelli, Silvia Volpi e dal collaboratore organizzativo Mario Monciatti. «L'Accademia - spiegano gli educatori - ha deciso di finanziare un seminario su questo territorio, che in questo momento si presta particolarmente al workshop sull'integrazione, vista la presenza nella stessa struttura in cui si sta svolgendo, di profughi provenienti dalla zona di guerra libica. Alcuni dei ragazzi provenienti dal Liceo linguistico hanno infatti già potuto confrontarsi con gli ospiti del Rifugio. Abbiamo dedicato la prima parte del seminario alla conoscenza reciproca dei partecipanti invitandoli poi a scrivere esperienze proprie, pensieri, cose sentite nel contesto sociale in cui vivono o in tv su razzismo, tolleranza, diversità e discriminazione. Su queste basi, i ragazzi prepareranno un questionario e lo sottoporranno alla compilazione da parte di cittadini scelti a campione entro vari target e a tutti i profughi arrivati da poco al Sant'Anna». «Mi interessava - racconta Elena, del Liceo Linguistico di Follonica - provare un approccio a questo argomento al di fuori dall'ambito strettamente scolastico, in cui non c'è tempo per approfondire. Guardarlo da un altro punto di vista e stimolata da altre persone». «Mi piacerebbe in futuro diventare un educatore nel campo del sociale», dice invece Arianna, studentessa e scout. Maentre Saverio, l'unico maggiorenne, spiega come dopo gli arrivi di profughi nella sua città, sia rimasto ferito nel sentire descritta da alcuni una Massa Marittima intollerante e razzista; e che per questo ha deciso di partecipare al seminario dimostrando che «ci sono moltissime persone qui come altrove, che vedono nelle diversità degli altri un modo per arricchire le proprie esperienze, concezioni e conoscenze».

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