Il Tirreno

Grosseto

IL VERTICE IN PROVINCIA

Marras e Baldi: «Al tavolo regionale devono lasciarci un posto»

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 GROSSETO. Sì al concordato preventivo in continuità, a patto che il patrimonio produttivo del Consorzio Etruria e delle imprese dell'indotto ad esso collegato in provincia di Grosseto non vengano sacrificati in una logica regionale, che veda privilegiata solo le attività riconducibili alla sede centrale di Montelupo Fiorentino. Domani partirà una lettera di richiesta di coinvolgimento diretto di Provincia, Cgil, Cisl, Uil e Legacoop Grosseto nel tavolo regionale di crisi istituito per seguire le vicende societarie di Consorzio Etruria e Btp.  Sono le decisioni operative prese questo pomeriggio nel corso del summit tenutosi a Palazzo Aldobrandeschi, al quale hanno preso parte il presidente Marras, gli assessori Tacconi e Pianigiani, i segretari confederali Centenari, Milani e Baiocco, quelli della categoria degli Edili, e il presidente di Legacoop Grosseto Terribile.  «Il peso delle storia e delle attività del Consorzio Etruria nel nostro territorio - spiega Leonardo Marras - sono tali da non poter essere considerati secondari rispetto al volume complessivo delle attività aziendali a livello regionale. Tutti quanti abbiamo condiviso l'obiettivo di chiedere in primo luogo la continuità lavorativa dei soci lavoratori del Consorzio, di quelli della Caldana Srl, e dei diritti vantati dalle imprese che operano nell'indotto. Fino all'assemblea dei soci prevista per il18 giugno, non sarà possibile entrare nel merito delle formule tecniche attraverso le quali ciò sarà possibile. Ad ogni modo, da parte nostra questo percorso è condivisibile solo nella misura in cui il salvataggio del Consorzio e la tutela delle tante imprese e cooperativa fornitrici, tenga conto anche delle aspettative delle realtà che operano in provincia. Per questo, sin da domani invieremo una lettera con una richiesta immediata d'incontro al presidente della Regione Rossi, a quello del Consorzio Etruria Sani e a quello di Legacoop Toscana Bassi». L'idea è quella di una linea di pressione nei confronti della Regione. «Perché - dice il sindaco di Follonica Eleonora Baldi - anche la Maremma sia protagonista in un momento così delicato per il Consorzio Etruria e non venga tenuta in secondo piano».

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