Sicurezza
Lazienda vuole indirizzare i correntisti su un nuovo prodotto, che però ha più vincoli
BancoPosta azzera gli interessi
Francesca Ferri
I clienti che non cambiano il conto perderanno il rendimento
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GROSSETO. Non è la prima "proposta di modifica unilaterale del contratto" che i correntisti delle Poste si vedono recapitare a casa, ma questa volta più che una proposta sembra quasi una minaccia. Perché, nella lettera arrivata ai clienti grossetani e di tutta Italia i primi di giugno, l'istituto di credito in seno alle Poste non fa tanti giri di parole. Dal 1º settembre per chi ha il conto Banco Posta il tasso di interesse annuo lordo passa dallo 0,15 per cento allo 0,00 per cento. Uno scherzo? No, una "offerta", come spiegano le Poste, per far trasferire i propri correntisti sul nuovo conto Banco Posta Più che dà invece lo 0,25 per cento. E, infatti, prima ancora di entrare nei dettagli della "modifica", nella lettera al cliente le Poste colgono subito «l'occasione per informare della nuova offerta Banco Posta Più». Insomma, alla fine le proposte sembrano essere almeno due. I promessi vantaggi del nuovo conto "su misura" sono, prima di tutto, il tasso più alto; partendo dallo zero per cento, del resto, anche lo 0,25 ha il sapore di una vittoria. Le altre spese poi si possono evitare se si attivano uno o più servizi. Per fare un confronto, il vecchio Banco Posta costa all'anno 30,99 euro di spese fisse di tenuta conto più 10 euro per il bancomat e dà interessi allo 0,15 per cento. Per riuscire a pagare la stessa cifra, con Banco Posta Più ci sono più vincoli: i 10 euro di bancomat non si pagano solo se si accredita lo stipendio o la pensione ogni mese, con una possibilità di "sgarrare" di due mesi. Se poi si attiva la carta di credito, non si pagano i 30,99 euro di costo della carta stessa, ma rimangono comunque i 30,99 euro di tenuta conto. Per non pagare neanche la tenuta conto bisogna fare acquisti con la carta di credito per almeno 4mila 800 euro all'anno. Il passaggio al nuovo conto è gratis e la chiusura pure e non bisogna cambiare il proprio numero di conto e Iban. Insomma, le Poste vogliono mandare in pensione il vecchio conto Banco Posta, uno dei prodotti più semplici e chiari nel panorama bancario italiano per un altro tipo di conto la cui convenienza la costruisce lo stesso correntista aderendo a una serie di prodotti, dal bancomat alla carta di credito. Ma se di quei prodotti non si ha bisogno? Oppure non si arriva a spendere i 4.800 euro in un anno con la carta di credito? Spogliato delle opzioni che permettono di azzerare le spese, il conto Banco Posta Più arriva a costare più di 70 euro, cioè il doppio del vecchio conto, e il tasso di interesse rimane comunque basso. A livello nazionale le associazioni di consumatori si rivoltano contro la decisione e chiedono l'intervento dell'Authority. In città Confconsumatori e Federconsumatori rimangono in attesa di ricevere segnalazioni, ma scuotono comunque la testa. «Ormai - spiega Marco Festelli di Confconsumatori - quella di azzerare i tassi di interesse è diventata pratica diffusa tra le banche». E qualcuno sta già pensando di far posto sotto al materasso: lì, per custodirci i risparmi, non c'è nessun tasso, ma nemmeno nessuna spesa.
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