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Grosseto

Colomba attacca «Questo regolamento stravolge la città»

<strong>VIA DELLA PACE.</strong> Il Comune paga ancora il canone
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VIA DELLA PACE. Il Comune paga ancora il canone

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GROSSETO. Ormai è uno stillicidio quotidiano. Ogni giorno un attacco allo strumento urbanistico del Comune di Grosseto. Non fa differenza che a parlare siano cittadini o addetti ai lavori, consiglieri comunali o associazioni di categoria. Il malcontento è bipartisan, le critiche puntuali e, spesso, giustificate.  L'ultimo affondo in ordine di tempo è quello di Luigi Colomba, già dirigente e poi assessore nel municipio capoluogo, tecnico prima che politico, ma soprattutto il più presente (23 riunioni su 24) nella commissione-ostetrica che il regolamento urbanistico lo ha visto nascere. Colomba stavolta non si sofferma sul caso copia-incolla ma va oltre, premettendo che le sue considerazioni non derivano dall'appartenenza politica ma dal buon senso, dall'esperienza e dall'amore per Grosseto, «che qualora si dovessero avverare alcune previsioni contenute nel Piano, rischia di diventare più brutta di certe periferie di Sofia».  Mortificate le aspettative della gente. «In sede di partecipazione popolare alla redazione del Ru fu commesso il primo errore - spiega Colomba - dando ampio risalto alla realizzazione degli interventi pubblici o di pubblico interesse. Penso al parco degli Etruschi, alla stazione ferroviaria, al consorzio agrario, al campo degli arcieri, etc. Questa procedura, non casuale, fece passare da subito in secondo piano la reale portata del nuovo regolamento urbanistico nei riguardi delle piccole attività edificatorie private, tagliando fuori la cittadinanza. Conferma giunta nel momento in cui su mille osservazioni giunte dalla gente solo due o tre hanno trovato accoglimento. Non solo. I vincoli, le limitazioni, gli oneri, gli adempimenti e le prescrizioni hanno di fatto ostacolato la pratica delle ristrutturazioni e dei recuperi del patrimonio immobiliare esistente, con la prospettiva di favorire un'espansione della città a vantaggio dei grandi proprietari di terreni».  Il problema dei prezzi. «Accurati studi economico-finanziari parametrati al nuovo Ru - sono ancora parole di Colomba - indicano in circa 3.200 euro al mq i costi e gli oneri effettivi da sostenere per la costruzione di un appartamento di media qualità, con un conseguente prezzo non inferiore ad 3.600 mq, oltre all'Iva e alle imposte di legge. Questo a Grosseto sarà lo standard di riferimento minimo per tutte le future compravendite residenziali private. Io mi domando allora perché, in 5 anni, non è stata fatta una variante sostanziale al Piano strutturale, che si basava sui valori degli espropri ante sentenza della Corte Costituzionale del 2007 e che sono aumentati vertiginosamente dopo tale pronuncia. A titolo esemplificativo le aree Peep sono aumentate di valore dal 2006 di 5-6 volte, trascinando più in alto anche le zone fabbricabili private. Era necessario quindi aumentare gli indici di edificabilità e imboccare decisamente la scelta di creare una vera e propria banca dei suoli, per calmierare il mercato delle aree e contrastare la rendita fondiaria».  L'Ombrone. «Il sindaco Bonifazi a più riprese, con clamorosi proclami, ci ha messo in guardia sul pericolo Ombrone, poi, in sede di Ru, scopriamo che è stato imposto al progettista di rendere edificabile, con 41 alloggi, l'area dell'ex Casello Idraulico, sotto l'argine del Berrettino, in aperta violazione e contro quanto stabilito dal professor Garzonio».  L'ex Ansaldo. Lo strumento urbanistico, insomma, manca di coerenza, «è sclerotico, dirigistico e punitivo. Ogni occasione che si è presentata per sbagliare è stata colta - prosegue Colomba - basta pensare all'area Ex Ansaldo, sulla Senese. Nel gennaio 2010 era dentro, poi è stata depennata. Si è preferito non andare a trattare con i Militari e con il Demanio e strappare invece all'agricoltura un'ampia fetta di territorio sulla Serenissima. Nell'area ex Ansaldo potevano starci 400 alloggi, era una zona già praticamente urbanizzata. Non solo. Nell'occasione poteva essere fatto un ragionamento complessivo con il Demanio per acquisire, una volta per tutte, via della Pace, il Diversivo, l'area a sinistra del canale di San Rocco. Lo sapete che il Comune paga ancora allo Stato un canone di concessione per via della Pace? Non è mai stato fatto l'esproprio».  Cubature e incubi. Le ultime considerazioni di Colomba sono disarmanti: «La verità su questo disastro è che a Gorelli e al suo staff non sono state date indicazioni strategiche chiare, se non nella fase finale quando si aveva la necessità di una marchetta elettorale. Il piano è rimasto un esercizio intellettuale, scollegato con la realtà. Non fa sognare, anzi evoca brutti incubi. Basta guardare certe tipologie di fabbricato, certe scelte di ghettizzazione dei meno abbienti. Sono praticamente scomparsi orti e giardini. Speriamo che lo stralci la Regione...». (g.bald.)

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