Il Tirreno

Grosseto

Sorprese Ceccarelli e Mancini

Lorenzo Santorelli
<b>ASSESSORE.</b> Luca Ceccarelli
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ASSESSORE. Luca Ceccarelli

Lui viene dalla sinistra, lei non ha mai fatto politica

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 GROSSETO. Sarebbe potuto diventare assessore già alcuni anni fa ma Luca Ceccarelli la prende con filosofia, «è giusto che la politica faccia delle scelte anche quando non ci piacciono,» e non nasconde la sua gioia «per una grande sfida che raccolgo volentieri. È un'occasione che segna anche la vita personale e dire che sono contento sarebbe riduttivo». Una sfida resa più ardua dai tagli del governo nei settori delle sue deleghe (scuola, welfare).  «Ma non sono spaventato, c'è più gusto a cercare soluzioni con pochi mezzi. Oltretutto lavorerò con un consigliere (Rosini ndc) che è un esperto in questi temi». Ma dentro l'Idv non sono tutte rose e fiori. La sua stessa nomina è stata preceduta da una faida intestina e il partito ha dimezzato i voti rispetto alle regionali dell'anno scorso. «Il calo c'è stato, però il 4% lo consideriamo un punto di partenza sul quale stiamo cercando di costruire una nuova classe dirigente. Ho apprezzato che una delle prime persone a chiamarmi sia stata Anna Maria Carbone che si è dimostrata corretta e intelligente, lasciando alle spalle i problemi». Ceccarelli, oltre ad essere presidente di Guru@work, un'associazione per il software libero, è anche un'analista politico con un profilo marcatamente di sinistra (cura il blog "insiemeasinistra.it"). Crede che la sua nomina sia stata scelta anche per rassicurare quell'elettorato che non avrà rappresentanti in giunta? «Penso di no, altrimenti avrebbero fatto altre scelte negli assetti».  Un'altra outsider, il cui nome è spuntato fuori in zona Cesarini è Valentina Mancini. Tralasciando gli aspetti professionali (architetto nello studio Camarri e consigliere dell'Epg, ora dimissionaria), da un punto di vista politico di lei si sa pochissimo. Nonostante la sua nomina sia stata caldeggiata da Panfi e Alessandri, è comunque difficile inquadrarla in una delle correnti del Pd grossetano. A lei le deleghe su patrimonio, partecipate, casa, Peep. «Sono contenta ma non me l'aspettavo, anche se ho fatto il mio dovere sostenendo in campagna elettorale sia Farnetani sia Bonifazi. In famiglia sono sempre stati attivisti nel Pci, mio padre e mio fratello hanno avuto incarichi di partito a Braccagni». Lei invece per 13 anni, durante i quali è stata a Milano, lasciò da parte la politica grossetana fino al suo rientro in maremma nel 98. «Ma non ho mai avuto incarichi, sebbene abbia seguito tutto il percorso Pci, Pds, Ds e ora Pd». Sull'adombramento di un conflitto di interessi (l'architetto Antonio Camarri, con il quale divide lo studio, è membro del Cda della Nuova Grosseto, cooperativa che costruisce case in aree Peep) la risposta è tranciante. «La Nuova Grosseto è solo un committente del mio studio, io non ho nessun incarico. E non so cosa fa Camarri nella vita privata».

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