Il Tirreno

Grosseto

Il parco di via Collodi dimenticato dal Comune Sporcizia e giochi rotti

Enrico Pizzi
<strong>GIOCHI ROTTI.</strong> Il pneumatico usurato del dondolo a bilico
◗
GIOCHI ROTTI. Il pneumatico usurato del dondolo a bilico

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. C'è un piccolo parco pubblico, in via Collodi, che è frequentato da frotte di ragazzini, anche perché è l'unico spazio di verde attrezzato in mezzo ai palazzoni di quella zona di Barbanella addossata alla ferrovia. Un piccolo parco lontano dalla vista di chi transita per viale Giusti e forse è anche per questo - sostengono alcuno degli abitanti della zona - che quel piccolo parco sembra essere stato dimenticato dal Comune.  L'altro giorno i cestini erano stati appena svuotati, ma di solito - e i cittadini della zona mostrano le foto fatte con il telefonino - traboccano di rifiuti che poi, sistematicamente, si riversano, portati via dal vento, tra i giochi installati in quel fazzoletto di terra e le strade che lo circondano.  Le attrezzature con cui i bambini giocano hanno conosciuto tempi migliori: legni scheggiati, due altalene su cui non possono salire bambini piccoli, viti e bulloni allentati. C'è, poi, una specie di castelletto, con scivolino, al centro del parco, ed è completamente ricoperto di scritte di ogni genere. Per terra, poi, un selciato di lastroni, e solo da qualche parte, e per lo più rovinato, il materiale gommoso che, di solito si trova, oggi, nei giardini pubblici, per rendere meno pericolose eventuali cadute.  Le famiglie della zona, dopo aver più volte sollecitato il Comune di Grosseto a intervenire, hanno deciso di denunciare pubblicamente lo stato di abbandono di quell'area. In particolare è una mamma, Lucia Toninelli, che si è fatta carico più volte, in passato, di sollecitare l'intervento dell'ente e qualcosa, di volta in volta l'ha anche ottenuto, come la serpentina che evita che i bambini possano uscire di volata dal parco e finire subito sulla strada o la ripiantumazione delle siepi.  La cosa curiosa, però, è che tocchi ai cittadini innaffiare le piante e per farlo sono stati dotati dal Comune anche di una canna di gomma di 30 metri che, però, non possono tenere sul posto, ma devono portare avanti e indietro da casa.  «Nell'accordo che alla fine avevamo anche accettato - ricorda Lucia Toninelli - era anche previsto che il Comune ci avrebbe fornito colori e pennelli per ridipingere i giochi, ma alla fine non sono arrivati né i colori né i pennelli».  Insomma, un parco pubblico a gestione volontaria, ma le famiglie sono stanche. Tra l'altro, manca anche uno spazio in cui i bambini, soprattutto i più grandicelli, possano tirare due calci un pallone. Anzi,lo spazio c'è, tra il parco e la ferrovia, e i bambini ormai lo usano, ma rischiano di trovare, tra le erbacce, escrementi di cani e altre amenità e poi la palla finisce sistematicamente sulla strada. «Bastrebbe - dice Lucia Toninelli - che venisse installata una rete un po' alta e questo problema sarebbe risolto. Ma a questo punto la richiesta è più radicale. «Bisogna che il Comune - dice Lucia Toninelli - si prendesse in carico questo parco giochi così come avviene per tutti gli altri in città e che non lo faccia solo su chiamata, perché non è giusto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa