Il Tirreno

Grosseto

Dopo vent'anni torna l'asse Psi-Dc

Gabriele Baldanzi
<b>PSI.</b> Il segretario Giuseppe Toscano
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PSI. Il segretario Giuseppe Toscano

Mai così tanti da quell'area: e la sinistra sparisce quasi del tutto

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 GROSSETO. Mai nella storia della città di Grosseto c'erano stati così tanti democristiani e socialisti al governo, mai - se si esclude la parentesi Antichi - così pochi ex comunisti. Categorie novecentesche, è vero, superate, ma ancora di riferimento in una politica che - per prima - guarda al passato, che tende a strutturarsi in correnti e rinnegare la polarità in purezza. Anche a livello locale.  E così indagando le appartenenze, i background familiari, si scoprono interessanti spigolature. Il primo dato, oggettivo, è la presenza - peraltro annunciata - di due elementi dell'area riformista al fianco di Bonifazi, i coetanei e compagni Tei e Monaci, esperienza e competenza, l'asse che ha tenuto in piedi il Psi a Grosseto negli ultimi anni prima del trionfale rientro in attività di Toscano e Giorgi. Solo qualche mese fa era impossibile immaginare che un partito apparentemente agonizzante come il Psi potesse arrivare al 7,3%, occupare tre posti in consiglio, prendersi un assessore e la presidenza dell'assemblea, sganciare il suo leader su una civica-cenerentola per poi riabbracciarlo al traguardo, anch'esso vincitore. Riletta oggi questa operazione sembra studiata a tavolino, degna di un fine stratega della politica. La realtà è diversa. Mai una tumultuosa separazione come quella in seno al Garofano fu tanto produttiva.  Ma non è tutto. Anche due dei tre assessori del Pd, in realtà, hanno radici socialiste. Learco Borghi, padre del vicesindaco Paolo, viene da lì. Così come socialista era la famiglia di origine di Giovanna Stellini, approdata alla politica solo una decina di anni fa, ai tempi dei Ds.  In quota Dc, invece, si collocano, oltre al sindaco Emilio Bonifazi, i centristi Arsenio Carosi ed Emanuel Cerciello. Il primo lo scudocrociato lo ha effettivamente crociato diverse volte. Quadro Cisl, iscritto alla Dc per una vita, oggi fa parte del coordinamento regionale del Partito della Nazione. Il secondo, più giovane all'anagrafe, ha un percorso altrettanto limpido nei partiti di ispirazione cattolica, sempre al fianco del suocero Bellettini.  A rappresentare la Sinistra (si fa per dire) restano due outsider: Luca Ceccarelli (Idv, il più estremo della squadra di governo, già coordinatore provinciale di Sinistra Democratica, il primo a individuare e diagnosticare le attuali sclerosi di Sel a livello grossetano) e l'architetto Valentina Mancini, sostenuta da Panfi e Alessandri, figura tecnica più che politica.

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di Redazione web