Il Tirreno

Grosseto

Sequestrato Il Palombaro per occupazione abusiva del demanio marittimo

<b>SIGILLI.</b> Il cartello di sequestro affisso dall&#146;Ufficio circondariale marittimo sul cancello del locale
◗
SIGILLI. Il cartello di sequestro affisso dall’Ufficio circondariale marittimo sul cancello del locale

Sigilli al ristorante che fondò Gino Tantulli Da tempo il Comune aveva dato l'ordine di sgombero

2 MINUTI DI LETTURA





 PORTO SANTO STEFANO. Occupazione abusiva di suolo demaniale. Con questa motivazione la capitaneria di porto e i vigili urbani hanno messo sotto sequestro il ristorante Il Palombaro, fra molo Garibaldi e lungomare dei Navigatori. La storia infinita delle concessioni demaniali marittime, quindi, registra un altro capitolo, anche se in questo caso il problema pare trascinarsi da alcuni anni.  Chi volesse recarsi al ristorante Il Palombaro trova infatti il cancelletto di ingresso sigillato e un foglio applicato al cancello su cui c'è scritto: "Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Ufficio Circondariale Marittimo - Porto S. Stefano. Immobile posto sotto sequestro penale".  Il breve documento è firmato da un rappresentante della capitaneria di porto e da un rappresentante della polizia municipale, nelle loro qualità di ufficiali di polizia giudiziaria. Il sequestro è stato poi convalidato nel pomeriggio di ieri.  Il problema è legato all'occupazione di demanio, in quanto il ristorante si allunga come una palafitta e sta sospeso sulle acque della Marinella dove il Molo Garibaldi fa angolo con il Lungomare dei Navigatori. Da alcuni anni il Comune aveva contestato ai proprietari il problema, arrivando anche ad emettere un ordine di sgombero, ma il ristorante non aveva mai chiuso, continuando a lavorare tranquillamente. Alla fine si è deciso di procedere con la forza, chiudendo il locale e ponendolo sotto sequestro. Il ristorante è uno dei più noti della zona. Lo aveva realizzato, nel 1985, Gino Tantulli che faceva, appunto, il palombaro. Proprio da lui prese il nome (un poco insolito), il noto locale. Adesso la proprietà è divisa fra tre soci: Florida Zauli, Rossano Tantulli e Samantha Tantulli.  Saranno loro adesso a dover metter tutto nelle mani dell'avvocato per ottenere un dissequestro. Ma l'impressione è che tutta la vicenda rischi di trascinarsi ancora a lungo e, sia pur per un'attività diversa, rientrare nel quadro più ampio delle concessioni demaniali. All'inizio della stagione è comunque un'altra piccola "botta" al sistema del turismo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web