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Ulivieri sull'acqua. "Quella dell'acqua pubblica, allora, non era una mia novella. Ora sono tutti o quasi d'accordo". Il presidente della Comunità Montana Amiata grossetana Franco Ulivieri, che più di 10 anni fa, al tempo del suo mandato a sindaco di Casteldelpiano si piccò di gestire in house l'acqua comunale, alla vigilia del referendum ripercorre la sua battaglia. "L'opinione pubblica ha capito benissimo quel che allora volevo dire. La privatizzazione dell'acqua a noi amiatini non ha portato investimenti. Ne è prova il depuratore di Arcidosso che aspetta di essere costruito da ben 10 anni". Ma Ulivieri batte l'accento sulla necessità di salvaguardare tutto il sistema ambientale, che a fronte delle tariffe pagate dagli utenti non offre ricadute adeguate: "Molto meglio che sia il pubblico a riprendersi in mano la gestione di un sistema che è delicato e bisognoso di cure e che qui sull'Amiata vogliamo controllare e mantenere». L'appello di Lucia Matergi. «5 buoni motivi per andare a votare. Il primo e il secondo: votiamo sì perché i beni essenziali devono essere pubblici e l'acqua è bene essenziale. L'ingresso dei privati nella sua gestione non ha garantito qualità e risparmi aggiunti. Il terzo: votiamo sì per allontanare il nucleare dal nostro paese. Dobbiamo rifiutare le scelte nucleari per impegnarci nella definizione e nell'utilizzo di energie alternative e pulite, che ci possono garantire un futuro ecocompatibili, offrendo in più preziose possibilità occupazionali. Il quarto: votiamo sì perché crediamo nella nostra costituzione che ci definisce cittadini in quanto portatori di uguali diritti. E la giustizia è il primo di questi diritti: uguale per tutti. Il quinto: votiamo. Il voto è l'espressione più compiuta della democrazia. Se ci crediamo, non autocensuriamoci».
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