Il Tirreno

Grosseto

È caccia all'ultimo aguzzino

Federico Lazzotti
<b>INCHIESTA </b>I carabinieri di Orbetello durante la conferenza stampa di ieri
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INCHIESTA I carabinieri di Orbetello durante la conferenza stampa di ieri

Tratta delle donne e schiavitù, manca all'appello uno degli indagati

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 GROSSETO. È caccia all'ultimo aguzzino che avrebbe riddotto in schiavitù, minacciato e costretto a prostituirsi una ragazza di 19 anni. L'uomo - secondo quanto trapela da fonti investigative - potrebbe essere fuggito in Romania e su di lui sarà emesso a breve un mandato di cattura internazionale. Sono invece in carcere i tre considerati il vertice dela cricca.  Tra gli altri sette indagati, invece, ci sono anche i tre capalbiesi (Alessio Cocchieri, 30 anni, Mauro Del Vecchio, 56, e soprattutto Costanzo Nolletti, 60). Il ruolo sarebbe quello che di aver procacciato clienti e droga e di aver approfitto in alcuni casi delle prestazioni sessuali della giovane. Gli altri quattro indagati, invece, sono romeni, tutti residenti a Capalbio tra cui due giovani poco più che adolescenti.  Ieri mattina alla ceserma dei carabinieri di Orbetello si è tenuta la confernza stampa durante la quale è stata ripercorsa l'operazione "Silone", che prende il nome dalla via dove la vittima dei soprusi ha vissuto nel primo mese di permanenza in Maremma. Un'indagine durata otto mesi, coordinata dal pubblico ministero Angela Pietriusti e svolta a braccetto dai militari di Capalbio e dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze.  Al centro, una giovane madre di 19 anni, che sarebbe stata convinta da due amici di famiglia a venire in Italia con la promessa di un lavoro che doveva servirle per mantere il figlio di pochi mesi. Invece, quando la giovane è arrivata in Maremma sarebbe stata minacciata, picchiata, chiusa in casa e costretta a prostituirsi. Per una ventina di giorni sarebbe rimasta nell'appartamento di via Silone, poi intorno alla fine di luglio, quando uno dei suoi aguzzini è tornato in Romania sarebe stata venduta per mille euro a un connazionale e portata in una casa di Marino, in provincia di Roma «Per tre giorni mi ha violentata legata al letto - ha raccontato la donna agli investigatori - voleva costringermi a prostituirmi ancora, ma io non volevo. Allora mi ha riportato a Capalbio dove mi ha lasciato nelle mani di un altro aguzzino che diceva di amarmi e che invece dopo un giorno mi ha obbligato a prostituirmi di nuovo».  Nell'ordinanza di custodia cautelare si fa riferimento a diversi episodi nei quali Cocchieri e Nolletti avrebbero portato fuori la diciannovenne per farle conoscere uomini che poi pagavano i suoi aguzzini per avere rapporti sessuali. La schiavitù della donna è finita lo scorso 26 agosto quando è riuscita a fuggire dall'abitazione dov'era prigioniera e arrivare alla stazione dei carabinieri di Capalbio.

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