Il dolore
La cupola è accusata di aver ridotto in schiavitù una donna e di averla obbligata a prostituirsi
Tratta delle donne, tre in manette
Federico Lazzotti
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PERQUISIZIONI Avvenute ieri mattina in diverse abitazioni di Capalbio Ieri mattina perquisizioni a Capalbio, caccia a uno dei ricercati
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GROSSETO. Sono tre, fino ad ora, le persone arrestate nell'inchiesta sulla presunta tratta delle donne avvenuta l'estate scorsa tra la Romania e Capalbio. Una quarta persona, per la quale il giudice per le indagini preliminari David Monti ha disposto la custodia cautelare in carcere, per il momento risulta ancora ricercata. Gli indagati complessivamnte sono undici, tra di loro anche tre italiani, tutti residenti a Capalbio: Alessio Cocchieri, 30 anni, Mauro Del Vecchio, 56, e soprattutto Costanzo Nolletti, 60, condannato due volte per violenza sessuale e denunciato nel novembre 2010 per una rapina impropria commessa ai danni di una prostituta. La loro posizione - leggendo gli atti dell'indagine - rispetto alla cricca dei romeni è leggermente più defilata anche se le accuse sono pesantissime, tanto che il pubblico ministero aveva chiesto l'arresto anche per due di loro. Nell'ipotesi di reato si va dalle minacce, alla cessione di sostanze stupefacienti, fino allo sfruttamento della prostituzione. La ricostruzione del pubblico ministero fiorentino Angela Pietriusti che ha coordinato le indagini dei carabinieri di Capalbio e dalla direzione distrettuale antimafia, è che tra tra la metà di giugno e la metà di agosto dello scorso anno tra la Romania e la Maremma sia stata messa in atto una tratta di donne. Al centro, una giovane madre di 19 anni, che sarebbe stata convinta da un amico di famiglia a venire in Italia con la promessa di un lavoro pulito che doveva servirle per mantere il figlio di pochi mesi. Invece, quando la giovane è arrivata in Maremma sarebbe stata minacciata, picchiata, chiusa in casa e costretta a prostituirsi. Per una ventina di giorni sarebbe rimasta in un appartamento di Capalbio, poi intorno alla fine di luglio, i suoi presunti aguzzini l'avrebbero venduta per mille euro a un altro romeno. «Mi ha portata a Roma in un appartamento e per tre giorni mi ha violentata legata al letto - ha raccontato la donna agli investigatori - voleva costringermi a prostituirmi ancora, ma io non volevo. Allora mi ha riportato a Capalbio dove mi ha lasciato nelle mani di un altro aguzzino che diceva di amarmi e che invece dopo un giorno mi ha obbligato a prostituirmi di nuovo». Spiegano gli investigatori: «Occorre evidenziare che l'attività delittuosa di sfruttamento violento della prostutuzione della ragazza, svoltasi in maniera continuativa dal suo arrivo in Italia fino alla data di denuncia dei carabinieri, è stata agevolta dai due indagati italiani Noletti e Cocchieri che coadiuvavano gli sfruttatori di turno nella ricerca dei clienti». Nell'ordinanza di custodia cautelare si fa riferimento a diversi episodi nei quali i due avrebbero portato fuori la diciannovenne per farle conoscere uomini che poi pagavano i suoi aguzzini per avere rapporti sessuali. «Prendeva 50 euro per prestazione e 100 per un'ora di sesso», ha spiegato la donna agli inquirenti. La schiavitù della donna è finita lo scorso 26 agosto quando è riuscita a fuggire dall'abitazione dov'era prigioniera e arrivare alla stazione dei carabinieri di Capalbio. «È stata un'indagine lunga, complessa e non ancora chiusa» spiegano gli investigatori. Gli arresti di tre dei quattro romeni raggiunti da una misura cautelare sono avvenuti domenica, lunedì davanti gip si è svolto l'interrogatorio di garanzia. Ieri mattina i militari hanno effettuato diverse perquisizioni in altrettanti appartamenti. Mentre è ancora caccia all'ultimo presunto aguzzino.
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