Il Tirreno

Grosseto

«Lasciati senza acqua né illuminazione»

Lorenzo Santorelli
<b>RISPESCIA. </b>L&#146;Aurelia e una veduta della frazione
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RISPESCIA. L’Aurelia e una veduta della frazione

Petizione dei residenti della zona del Pizzetti e di via Orcagna «Ancora da completare le opere di urbanizzazione, ma noi ci viviamo già»

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 GROSSETO. Senza acqua né illuminazione e con le aree verdi abbandonate all'incuria. Centodieci residenti nelle zone limitrofe al Pizzetti e via Orcagna hanno firmato una petizione inviata al sindaco per segnalare il degrado del quartiere ma, dopo tre settimane, attendono ancora una risposta dal primo cittadino. Molti i disagi lamentati dagli abitanti nelle vie Imberciadori, Sogno, Gronchi, Pertini, Saragat, Segni e Ugolini. «Allo stato attuale i lavori di urbanizzazione sono ancora da completare e le famiglie residenti vivono in una condizione di difficoltà perché, di fatto, la zona è tutta un cantiere. Paghiamo la Tarsu senza ricevere un servizio decente e il verde è in una condizione di abbandono. L'erba e i cespugli in alcuni casi raggiungono i due metri di altezza e sono infestati da serpi e ratti, precludendo quegli spazi ai bambini. Per non parlare del rischio che l'erba, essiccandosi con il caldo, possa favorire gli incendi». Per far fronte a quest'ultimo problema la maggioranza delle famiglie ha investito soldi propri «nella realizzazione di giardini e siepi per rendere vivibili gli spazi privati a disposizione». Un capitolo a parte della petizione del comitato cittadino è dedicato al pozzo realizzato in via Pertini. «Già nel 2010 diversi di noi si sono fatti parte attiva verso le imprese costruttrici e gli uffici comunali affinchè il pozzo, che era funzionante, fosse attivato e messo a disposizione dei residenti». Un desiderio realizzatosi solo ad agosto e settembre dell'anno scorso e così, con l'estate alle porte, i cittadini sono tornati alla carica. «Da oltre un mese diversi di noi hanno avuto contatti formali e non sia con gli uffici comunali, sia con le imprese coinvolte (Agnoletto Costruzioni Srl e Cittadella Immobiliare Srl)». La loro richiesta di avere l'acqua del pozzo per consentire l'irrigazione dei giardini privati avrebbe ricevuto risposte contrastanti. «Il Comune sostiene che non possa farsi carico del pozzo finchè le ditte non abbiano prodotto i progetti e realizzato il collaudo. Le imprese sostengono che essendoci stato il collaudo il pozzo è di competenza del Comune». In compenso, come ultima doccia fredda, «ci è stato fatto presente che le imprese non intendono più sostenere le spese della pubblica illuminazione in quanto anche questa sarebbe di competenza del Comune. Presto dovremmo ritrovarci anche al buio». In attesa di una risposta dal sindaco Bonifazi, che anche Il Tirreno ha provato a contattare senza successo, i cittadini si riuniranno per decidere quali ulteriori azioni intraprendere.

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