Il Tirreno

Grosseto

Monaci all’attacco del dg dell’Asl
«Nessun rispetto per la Chiesa»

Ex sindaco e cugino del cappellano «Mariotti dimettiti»

<b>SEGGIANO.</b> Sergio Monaci
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SEGGIANO. Sergio Monaci

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 GROSSETO. Il consigliere di minoranza di Seggiano, Sergio Monaci, difende il cugino padre Amedeo cappellano dell'ospedale di Grosseto e ne sottolinea la correttezza totale e la sua vocazione all'apostolato puro: «Sono un cugino di padre Amedeo, da più di due decenni cappellano dell'ospedale di Grosseto, a cui il direttore generale Asl Fausto Mariotti ha dato chiare ed esplicite indicazioni di limitare le proprie visite ai reparti e di recarsi là solo se chiamato dai pazienti». A parlare è Sergio Monaci, ex sindaco di Seggiano e adesso consigliere di minoranza anche in Comunità montana ed è a questo titolo "politico" e non parentale che Monaci prende la parola per mettere qualche puntino sulle i. «Non sono intervenuto prima, per opportunità - spiega Monaci - perché a Grosseto si svolgevano le elezioni, ma adesso a elezioni concluse, dico che tale direttiva, seppure orale, è un'oggettiva limitazione dell'apostolato di padre Amedeo, che lo svolge super partes, nel senso che mai ha attivato discriminazioni fra pazienti e mai ha manifestato posizioni politiche, cosa che tutti i degenti di tutti gli schieramenti politici possono confermare. Il direttore Mriotti si sarà certo lette le norme concordatarie. Ma dispiace molto - aggiunge Monaci - che quei 4 preti che a Castiglion della Pescaia hanno invitato ad andare a votare, esternando con notevole cassa di risonanza la loro poszione, (sono convinto che padre Amedeo mai avrebbe fatto simili dichiarazioni) non abbiano avuto il coraggio di manifestare la propria solidarietà ad Amedeo»  «Il cappellano, invece, pur colpito moralmente, mai è intervenuto sui giornali, seguendo le norme del suo ordine. Dunque - afferma Monaci - sarebbe opportuno che Fausto Mariotti facesse un passo indietro di propria iniziativa, dimettendosi: teniamo conto, infatti, che siamo in presenza di valori e principi validi a destra, al centro e a sinistra. O per lo meno occorrerebbe che il direttore generale chiedesse pubblicamente scusa sia a padre Amedeo che a Santa Madre Chiesa, indipendentemente dalla circostanza che ella sia ateo, agnostico, miscredente, cattolico o di altro credo religioso. Circostanza, conclude l'ex sindaco, che a me non interessa, perché, stia tranquillo, Dio vede e provvede». (f.b.)

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