La manifestazione
A Follonica il film Three Women: evento mondiale con troppi inghippi
Bill Viola si tinge di giallo
Alfredo Faetti
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LANTICO FORNO allex Ilva ospita linstallazione Apre (in ritardo) la mostra del guru della videoarte
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FOLLONICA. Ha assunto i contorni di un giallo la mostra di Bill Viola che, dopo un ritardo accumulatosi di giorno in giorno, ha aperto finalmente ieri i battenti a Follonica. L'opera dell'artista internazionale è rimasta ferma in Spagna più a lungo del previsto per problemi ancora da chiarire. Per di più, erano in pochi a sapere di quest'opportunità in città. E c'è chi ha scritto al Comune. Bill Viola è uno degli esponenti di spicco della videoarte a livello internazionale. E se da New York a Londra le sue mostre vengono pubblicizzate con enormi cartelloni, a Follonica sono state appese solo poche locandine per l'esposizione della sua opera "Three Women", un filmato di 9 minuti. Ma nonostante in città fossero in pochi a saperlo, i giornali specializzati hanno dato gran risalto a quest'evento, che avrebbe dovuto prendere il via il 27 maggio. I passaggi di questa storia sono raccolti nella lettera che Riccardo Carresi, appassionato d'arte, ha inviato in Comune. «Il 2 giugno vengo invitato da amici a vedere un'istallazione di Bill Viola al Museo del Ferro e della Ghisa. Cado dalle nuvole perché sapevo di un collegamento via skype con l'artista la scorsa settimana, ma non della presenza di una sua opera visitabile a Follonica». Da qui partono i primi elementi che contornano la vicenda di giallo. Carresi arriva al Museo e nota che «nessuno ha per ora visto l'installazione a causa di non meglio motivati problemi tecnici». Per essere ancora più precisi, il filmato non era proprio arrivato. Il 27 maggio, infatti, mentre lo stesso Viola era in collegamento attraverso skype con Follonica, la sua opera non aveva ancora varcato i confini italiani. Dov'era? «Ci sono stati problemi tecnici, nel senso tecnologici, per cui l'opera è rimasta ferma a Madrid - spiega Claudia Mori, direttrice dei musei civici di Follonica - Non so quali fossero di preciso, fatto sta che i giorni di ritardo si sono accumulati uno dietro all'altro». Ma questa "proroga", come è stata definita a Carresi quando ha chiesto spiegazioni, non ha aiutato ad aumentare l'informazione sull'evento. Anzi, «oltre al silenzio che regna sull'esposizione - incalza la lettera - il silenzio è continuato anche dopo la mancata inaugurazione del 26 maggio visto che nessuno ha pensato di avvertire del problema tecnico col risultato che giovedì 2 la gente arrivava e tornava via». Insomma, la mostra è rimasta nell'ombra. «Abbiamo fatto intervenire i nostri tecnici per sbloccare la situazione - continua Mori - Non saprei quali siano stati i problemi di preciso. Posso solo dire che è stata sfortuna». Mentre si accumulavaono i giorni, però, le locandine che pubblicizzano l'evento sono rimaste solo due. «Follonica si è giocata male l'occasione di lasciare un "buon ricordo", visto che chi è arrivato, dopo aver letto la notizia sulla stampa non solo locale, è rimasto a bocca asciutta - conclude Carresi - Vista la settimana "guadagnata", consiglio uno sforzo per un'adeguata comunicazione promozionale per portare a conoscenza tutti i cittadini dell'evento. Altrimenti tutto diventa inutile».
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