Il Tirreno

Grosseto

Le anime socialiste incassano due poltrone (Tei e Monaci) più la presidenza del consiglio comunale per Lecci

Ancora due spine per completare la rosa

Gabriele Baldanzi
<b>CAPO SQUADRA </b>Il sindaco Emilio Bonifazi
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CAPO SQUADRA Il sindaco Emilio Bonifazi

Giochi quasi fatti per il Bonifazi bis: 6 degli 8 assessorati hanno già un nome

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 GROSSETO. La nuova giunta Bonifazi è (quasi) fatta. La riunione che avrebbe dovuto tenersi ieri pomeriggio - per sciogliere le riserve su chi occuperà gli ultimi due posti che in teoria spettano al Pd - è stata rinviata di 24 ore. Il motivo è presto detto.  Ieri sera si è riunita la corrente Dem. Oggi - al massimo lunedì - dovrebbero uscire gli ultimi due nomi espressione del partito di maggioranza. Insomma, ci siamo.  Il governo. Sei elementi su otto del nuovo governo cittadino sono già in piazza: Giancarlo Tei (civica Grosseto Insieme), Anna Maria Carbone (Idv), Giuseppe Monaci (Riformisti-Psi) ed Emanuel Cerciello (Udc). Per il Pd sicuri Paolo Borghi e Giovanni Stellini. Il settimo assessore rappresenterà l'area cattolica del Pd e difficilmente sarà un eletto (in ribasso, quindi, le quotazioni di Mascagni), l'ottavo lo sceglierà Bonifazi e sarà in quota al sindaco più che al partito. Non è affatto certo che, oltre a Stellini e Carbone, ci sia un'altra donna.  Probabili deleghe. Qualcosa, intanto, sta trapelando riguardo alle deleghe. Paolo Borghi avrà il ruolo di vice sindaco e competenza sui lavori pubblici. Il Bilancio, insieme al personale, potrebbe passare a Tei. Sviluppo economico e attività produttive le ha chieste l'Udc per Cerciello. Il sindaco e la Stellini si divideranno urbanistica, cultura e politiche sociali. Monaci manterrà i settori (ambiente e sviluppo rurale) che già aveva guidato nel mandato 2006-2011. La Carbone, in linea con il proprio curriculum, potrebbe occuparsi di pubblica istruzione, Iside e Università. Ancora in ballo le deleghe a Patrimonio, polizia municipale e mobilità. Se torna Capperucci le ultime due ri-spettano a lui.  Identikit dei "ritardatari". Competenza ed esperienza sono i requisiti che dovranno avere gli ultimi due assessori, quelli ancora sconosciuti. Identikit al quale corrispondono, per esempio, Walter Lunardi e Anna Guidoni. Ma anche e soprattutto Arsenio Carosi, 60 anni, ex sindacalista Cisl di fama nazionale, oggi tra i cofondatori in Toscana del Partito della Nazione.  Veleni. A margine di questa partita di incastri si muovono - è inevitabile - gli "esclusi" e gli avversari. C'è chi esprime perplessità, chi minaccia dossier. Su un paio di nomi, in particolare, battono le malelingue: Cerciello (che si sapeva assessore dal giorno dopo l'accordo tra Bellettini e il Pd) e la Carbone.  Presidenza del consiglio. Infine lo scranno che fu del dottor Pulci, di Signori e della Stellini. Molto probabile che, in occasione della prima assemblea, si voti Paolo Lecci, bilanciando così il bonus che i socialisti vantano in virtù di quel 7,3% fatto segnare alle urne.

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