Finanza
A rischio opere molto attese
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LA CITTÀ e il suo sviluppo urbanistico sono tra le questioni più spinose in questi mesi a Grosseto Con quei soldi nuove sedi a Comune e biblioteca
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GROSSETO. Costruttori rimasti a bocca asciutta, mesi di lavoro buttati al vento, prospettiva di un ricavo economico ridimensionato. Non sono solo queste le conseguenze del pasticcio del Regolamento Urbanistico. Con i 3 milioni e 700mila euro derivati dalla vendita dei suoi immobili il Comune aveva pianificato una serie di importantissime opere: la ristrutturazione dell'ex ospedale di via Saffi, in previsione di trasferirci la sede unica degli uffici comunali; la nuova sede della polizia municipale, la costruzione della nuova sede della biblioteca Chelliana alla Cittadella dello Studente e la nuova sede dell'università in via Mazzini. Finché non si conoscerà la decisione del Consiglio - i cui componenti, nel frattempo, sono cambiati - la vendita è congelata. Sfumata anche la possibilità di mettere quei soldi a bilancio, che sarà approvato alla fine del mese. L'aspetto più cocente della vicenda, però, è che quei 3 milioni e 700mila euro erano praticamente sicuri. Le alienazioni annunciate dal Comune hanno fatto gola a diversi imprenditori, un paio dei quali hanno perfino presentato anche serie offerte di acquisto. Adesso non solo quel denaro traballa ma per l'intero settore, che già scaldava i motori, è un brusco stop. Un'altra patata bollente riguarda il futuro del Foro Boario. Per un soffio la sua vendita non è rientrata nello stesso bando del 1º aprile. Visto il volume dell'operazione, il Comune ha deciso di ritagliargli un bando tutto suo da pubblicare nel secondo semestre dell'anno. Questo però non lo mette al riparo dal rischio svalutazione: se le previsioni del Regolamento saranno confermate, anche lì quasi la metà della superficie residenziale dovrà essere ceduta a forme diverse di Ers. C'è da chiedersi, a questo punto, se l'amministrazione non intenda indagare sulle responsabilità di quanto accaduto. Il danno economico c'è, quello d'immagine pure e, soprattutto, senza quei soldi i progetti che avrebbero fatto ripartire in quarta il secondo mandato Bonifazi rischiano di rimanere al palo. F.F.
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