Attenzione
«Subito un tavolo per la Sitoco»
Gabriele Carotti
◗
SITOCO. Due dettagli della fabbrica chiusa da tempo e lassessore Alessandro Ragusa Urbanistica, i progetti del nuovo assessore Alessandro Ragusa
2 MINUTI DI LETTURA
ORBETELLO. Il nuovo assessore all'urbanistica, Alessandro Ragusa, si pone come primo obbiettivo la soluzione del caso-Sitoco. E commenta i primi giorni di lavoro. «Dopo la nomina ho preso contatti con gli uffici ed ho iniziato a prendere conoscenza della situazione urbanistica». «E in special modo urgenze ed emergenze. Ovviamente è una fase naturale di transizione, ci sarà un periodo conoscitivo». Ragusa chiarisce che già nelle prossime ore entrerà in maniera più approfondita in quelle che sono le tematiche calde: «Alla luce di alcune osservazioni che sono arrivate della Provincia, non è giusto dire che la volontà sarà quella di fare stravolgimenti, ma alcune modifiche sul Regolamento urbanistico sono necessarie, modifiche di discontinuità rispetto all'Amministrazione precedente. Voglio prendere contatti sin da subito con la società proprietaria della Sitoco; poi è da seguire il Piano integrale di Neghelli è in fase avanzata. Infine c'è il cantiere fermo dell'ex ospedale per il quale vo glio aprire un confronto con la società proprietaria». Per quanto riguarda la Sitoco, spiega che rappresenta una delle criticità del territorio, ma anche una notevole opportunità. «Si potrà gestire la cosa con un approccio che trovi una soluzione esecutiva per riqualificare quel territorio e quelle strutture. Su questo non bisogna farci prendere dal panico rischiando una soluzione che sia completamente scollegata dal territorio orbetellano, per questo mi piacerebbe un confronto con la società, ipotizzando un coinvolgimento con Provincia e Regione, per un accordo con fra Enti e proprietà». Del resto - chiarisce - una maggiore custodia del territorio, non significa smettere di costruire. «Quando si va a costruire dobbiamo inserire l'intervento per sostenere le aziende. Immagino politiche urbanistiche che prevedano l'insediamento di nuclei produttivi, con un impulso alla nuova impresa. Contemporaneamente dobbiamo ripopolare i centri storici mettendo in campo strumenti urbanistici che, senza stravolgere le sagome esterne, permettano aumenti di volumetrie. Per esempio se una famiglia dovesse avere bisogno di una stanza per un figlio, si potrebbe concedere un aumento di volumetria senza stravolgere la superficie esterna della struttura. Solo un'ipotesi, ma questo potrebbe essere uno strumento per il ripopolamento. C'è infine il terzo obiettivo che è quello per cui dobbiamo fare uno sforzo. Si tratta dell'edilizia convenzionata, che dia uno spiraglio per il futuro a molti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
