Il dolore
«I nostri sono dati scientifici»
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AD. Stefano DErrico, amministratore delegato di Tv9 Telemaremma D'Errico (Tv9): «Abbiamo fatto uno spot di autopromozione»
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GROSSETO. La "guerra degli ascolti" non si placa. Spot, editoriali, repliche, interviste: Teletirreno e Tv9 continuano a combattere sui numeri, una battaglia a colpi di "share" che poi pesa sul mercato della pubblicità. Ieri abbiamo parlato con Giancarlo Capecchi. E il combattivo direttore di Teletirreno non ha perso l'occasione per dare qualche frecciatina ai colleghi dell'altra tv. Ed ecco quindi che oggi Stefano D'Errico, amministratore delegato di Tv9-Telemaremma, risponde per le rime. E stasera, in una trasmissione in onda sull'emittente, approfondirà il tema. D'Errico, quello "spot" è scorretto? Perché lo avete fatto? «Abbiamo deciso di farlo dopo aver avuto il sondaggio che la Swg di Trieste, una delle principali società italiane del settore, ha fatto su commissione del Corecom toscano. Un'indagine completa sul "consumo di informazione da parte dei toscani", dalla tv, alla radio, ai giornali, a internet. Nel monitoraggio, che è pubblico ed è stato presentato ufficialmente in un convegno lo scorso 9 maggio, c'è molto di più di quanto abbiamo detto nello spot. Uno spot, comunque, che voleva solo essere una promozione del nostro lavoro, anche se con una pubblicità comparativa». Ma i dati non tornano a tutti. «Ognuno può dire quello che vuole. Però l'ente che l'ha commissionato è un ente terzo e la società che l'ha fatto è molto seria. Fra l'altro il dato che ci dà il 61% del pubblico televisivo maremmano delle tv private, non è solo per l'analogico, ma riguarda tutti i sistemi, compreso anche lo "streaming" su internet. Insomma, abbiamo voluto fare un'autopromozione, anche in chiave di raccolta pubblicitaria, non lo nego, visto che il monitoraggio è la conferma di altri dati ufficiali Auditel e di quelli sulle visite al nostro sito e al canale su Youtube». Quindi dal vostro punto di vista, nessuna scorrettezza... «Assolutamente, abbiamo solo diffuso dati certi e ufficiali. Del resto per anni abbiamo assistito alla diffusione di numeri senza la minima attendibilità scientifica, fatti in casa e non verificati da nessuno. Ho visto "torte" e grafici che ci relegavano in posizioni di retroguardia per il pubblico televisivo e non abbiamo mai fiatato. Ora che i dati sono scientifici e super partes, li abbiamo diffusi. Tutto qua». (g.fior.)
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