Il Tirreno

Grosseto

Una firma per fermare il salasso sulla benzina

<b>BENZINA </b>alle stelle Disegno di legge per ridurre il prezzo
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BENZINA alle stelle Disegno di legge per ridurre il prezzo

Faib e Fegica lanciano un disegno di legge contro lo strapotere dei petrolieri

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 GROSSETO. Il disastro del Vajont, l'alluvione di Firenze, i terremoti in Friuli e Irpinia, e gli affari delle grandi compagnie petrolifere. Cosa li accomuna? Il caro-carburanti, perché sia le accise sui carburanti applicate all'epoca di quegli eventi, e ancora in vigore, sia il cartello messo in piedi dalle "sette sorelle", come Enrico Mattei chiamava le compagnie più potenti, contribuiscono a mantenere alle stelle il prezzo della benzina. Così alto che Faib, la Federazione autonoma italiana benzinai della Confesercenti, e Fegica, Federazione gestione impianti carburanti e affini, denunciano come il 1º gennaio «al netto delle tasse imposte dallo Stato, un litro di benzina senza piombo che l'automobilista ha pagato 1,432 euro, costava in realtà solo 63 centesimi». «Abbiamo deciso di raccogliere le firme - dice il coordinatore provinciale Faib Mario Filabozzi - per presentare un disegno di legge che liberalizzi la benzina. Oggi i signori petrolieri oltre a rifornire i circa 25mila impianti, detengono la proprietà anche del 60% di questi. Inoltre la legge costringe i gestori a rifornirsi da un unico petroliere e solo l'8% degli impianti, quelli "no logo", possono acquistare i carburanti sul libero mercato».  Il disegno di legge è composto da nove articoli. Prevede l'istituzione di un organismo centrale di stoccaggio, senza scopo di lucro, sottoposto alla vigilanza del ministero dello sviluppo economico, al fine di mantenere un adeguato livello di sicurezza nell'approvvigionamento dei prodotti petroliferi e realizzare un sistema affidabile e trasparente. Questo organismo avrebbe anche il compito di dirigere un mercato all'ingrosso dei prodotti petroliferi che verrebbero comprati da un'altra società, detta "Acquirente Unico", alle condizioni stabilite dall'Autorità per l'energia elettrica ed il gas. Il carburante verrebbe così acquistato dai distributori da un'unica fonte mentre la rete distributiva al dettaglio sarebbe affidata a soggetti diversi da quelli che si occupano degli altri passaggi della filiera. Sarebbe inoltre vietata l'imposizione unilaterale nell'approvvigionamento in esclusiva dei carburanti e garantita la possibilità, per chi non volesse rifornirsi dall'"Acquirente Unico", di rivolgersi ad altri distributori. In questo modo, sottolineano i promotori, sarà possibile garantire il contenimento dei prezzi di vendita al consumo grazie un assetto più concorrenziale del mercato nazionale. Un'attenzione particolare è rivolta anche alle modalità di esposizione delle tariffe e obbliga a comunicare settimanalmente a una "commissione tecnica" i listini dei prezzi raccomandati per il "self-service", per consentire un monitoraggio adeguato. Faib e Fegica hanno calcolato che con questi provvedimenti il prezzo del carburante si abbasserà in media di 6 centesimi di euro/litro. Chi volesse firmare può farlo negli uffici di Confesercenti e presso gli impianti aderenti alla Faib. L.S.

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