Sicurezza
Tutte le tappe di Karma
Sara Landi
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PERCORSO. Gli spostamenti della tartaruga rilevati dal satellite La tartaruga liberata sabato a Marina vaga felice nelle acque maremmane
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GROSSETO. E' presto per giudicare ma Karma sembra trovarsi a suo agio nelle acque maremmane. Da quando sabato mattina è stata liberata sulla spiaggia di Marina di Grosseto la Caretta caretta "in dolce attesa" si è fatta una bella nuotata in direzione sud ovest, è passata al largo delle Formiche e si è spinta più a sud verso il Giglio. Ma ad un certo punto ha virato di nuovo verso nord senza raggiungere l'isola e ieri pomeriggio alle 16,38 il trasmettitore attaccato al suo carapace la localizzava di nuovo al largo di Marina di Grosseto. A raccontarlo è l'etologo dell'Università di Pisa, il dottor Paolo Luschi, colui che ha applicato a Karma lo speciale apparecchio che la accompagna nella sua ritrovata libertà. Il gruppo di ricerca del dottor Luschi si occupa infatti di studiare il comportamento e le rotte delle tartarughe marine, monitorate attraverso il sistema satellitare Argos. «Dobbiamo tenere presente - precisa Luschi - che l'animale è stato per un periodo in cattività e quindi è ancora un po' stressato». Karma per il momento si sta riabituando al suo habitat e ci vorrà almeno una settimana per capire quale rotta sceglierà di seguire. Intanto la futura mamma malgrado la stazza macina chilometri a nuoto nelle acque del Tirreno. Basta considerare che solo nei primi due giorni di rilevazione del segnale ha percorso 81 chilometri, spostandosi però in linea d'aria dal punto di reimmissione in mare di soli 32 chilometri. E con alcune deviazioni dalla traiettoria che balzano subito all'occhio, anche se potrebbero avere una spiegazione tecnica. «I dati grezzi che vengono prodotti dalla rilevazione - spiega Luschi - vengono a posteriori rielaborati ai fini scientifici e a quel punto siamo in grado di scartare le rilevazioni errate del segnale». In altre parole il satellitare delle tartarughe non è affidabile quanto quello di un'automobile. Occorre infatti che si verifichino più circostanze: che la tartaruga stia in superficie per un certo tempo, che il satellite sia in quel momento in visibilità e che ci siano più contatti ravvicinati tra satellite e trasmittente in un certo intervallo di tempo, altrimenti è possibile che salti fuori una localizzazione errata. Per i curiosi che vogliano seguire il viaggio di Karma il sito www.seaturtle.org (organizzazione americana no profit che si occupa di tartarughe marine a 360 gradi, dall'informazione alla salvaguardia) ospita nella sua sezione "Track a sea turtle" le rilevazioni di tutte le tartarughe del mondo monitorate con questa tecnologia. Compresa la "nostra" Karma.
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