Il Tirreno

Grosseto

«Non riusciranno a farmi fuori»

Guido Fiorini
<b>TELETIRRENO. </b>Il direttore Giancarlo Capecchi
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TELETIRRENO. Il direttore Giancarlo Capecchi

Giancarlo Capecchi contesta i dati, ma annuncia la riorganizzazione della tv

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 GROSSETO. «L'hanno fatto per cercare di tirarmi una spallata. Perché la crisi è pesante per tutti e per noi il momento è particolarmente difficile. Ma io non me la faccio tirare. So reagire e non mollo».  «E soprattutto voglio rispetto per questo gioiello di televisione che ho costruito in dieci anni»: Giancarlo Capecchi, direttore di Teletirreno Maremma Channel, ha riempito ogni centimetro del suo ufficio in via Giada di delicati soprammobili ("sono la mia collezione" dice...), ma lui fra quei ninnoli si muove come un leone in gabbia. Agita le mani mentre parla, si accende, contesta lo "spot" della rivale Tv9, confuta i dati di Auditel e Corecom sugli ascolti ma, al tempo stesso, annuncia anche un piano di riorganizzazione di Teletirreno, una cura dimagrante che tagli i costi in attesa del digitale terrestre.  Uno "switch off" che potrebbe essere la salvezza per la "sua" televisione che, bilanci alla mano, nel 2007, 2008 e 2009 ha perso più o meno mezzo milione di euro all'anno e ora non ha quasi più ossigeno, anche perché i contributi regionali sono bloccati: «Con il gruppo di Barbagli siamo già pronti - spiega -. Abbiamo Digitoscana, un "multiplex digitale" all'interno del quale daremo un'offerta tutta nuova, coprendo una larga fetta di territorio regionale. Non anticipo niente perché sennò mi copiano. Ma una cosa è certa: si parlerà della Maremma, del nostro territorio, della promozione di questa terra meravigliosa. Del resto non mi importa nulla».  Gli "spot" di Tv9 che, sulla base di dati Auditel e una ricerca del Corecom (Comitato regionale per le telecomunicazioni), invitano a scegliere per la pubblicità la televisione più vista, Tv9 appunto, e non Teletirreno, lo hanno fatto infuriare. «Sono scorretti perché si basano su ricerche fatte su un campione di poche persone, che non hanno un senso e sono lontane dalla realtà. Noi abbiamo un ufficio che fa sondaggi continuamente. Avevamo anche centrato il dato del ballottaggio del sindaco, con pochissimo scarto. Noi sentiamo migliaia di persone, i nostri numeri, sia pur "fai da te", sono ben altri. E poi girate per Grosseto e chiedete che televisione guarda la gente e chi è il direttore. Vedrete che la risposta sarà sempre la stessa».  Non mancano le "stoccate" alla rivale Tv9. «In questo momento di crisi potremmo collaborare, risparmiare sui servizi. Invece stanno provando a darmi il colpo di grazia. Non ci riusciranno! Certo è che i nostri dati vanno anche visti sulla base dei programmi. Noi siamo una tv di servizio, vicina alle istituzioni, che fa soprattutto informazione. Loro sono una tv commerciale. Io non vendo le pentole, faccio i tg, anche in più lingue. Io non mando le donnine seminude di notte, replico i programmi autoprodotti, anche a costo di perdere qualche punto di share. E poi io non ho tolto Maremma dal nome per metterci un numero...».  Certo è che per Teletirreno il momento è difficilissimo. Nei giorni scorsi il proprietario (Piero Barbagli, ndr) ha fatto incontri con il personale, i giornalisti, i collaboratori, chiarendo che i soldi sono pochi. A fine mese gli stessi collaboratori, a scadenza di contratto, non avranno il rinnovo. Resterà solo qualcuno con la partita Iva, per qualche programma.  E i giornalisti, chi vorrà restare, avrà lo stipendio dimezzato: «Abbiamo 17 dipendenti, 10 collaboratori, un ufficio pubblicità con due persone: siamo un'azienda grande. E il momento è durissimo, siamo costretti a ridimensionare gli orari di lavoro, a fare tutti dei grossi sacrifici per tenere in piedi questo gioiellino. La pubblicità rappresenta il nostro unico introito e ora ci attaccano proprio su quella. Ma supereremo il momento difficile, dopo l'estate e con l'arrivo del digitale terrestre partiremo con un progetto tutto nuovo e torneranno tutti a lavorare con noi. E poi abbiamo il satellite che fa conoscere la Maremma nel mondo. Insomma, questa tv è viva e in salute. E io sono più combattivo di prima: meglio avermi come amico che come nemico».  

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