Sicurezza
Gavorrano. Continua lo scontro nel centrosinistra
Borghi replica con durezza al Pd ma poi tende la mano al dialogo
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SINDACO Massimo Borghi 2 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Non trova pace la vita politica a Gavorrano. Dopo le parole del Pd, il sindaco Massimo Borghi passa al contrattacco, ribadendo la piena legittimità della sua elezione. Ma tende anche una mano ai democratici: «Dobbiamo riunire la comunità gavorranese stanca di queste lotte interne». A un mese di distanza da voto non sono ancora dissolte le tensioni tra Pd e Borghi, riaccese nel primo consiglio comunale quando è stato votata la condizione degli eletti. In quell'occasione la lista Insieme per Gavorrano, per bocca del suo capogruppo Francesca Mondei, ha spiegato che chiederà un parere giuridico agli organi competenti sulla presunta ineleggibilità di Borghi, «adducendo - secondo il sindaco - ingiustificati ricatti e ripercussioni sull'amministrazione e contribuendo a minare la sicurezza dei cittadini che hanno già dovuto sopportare 9 mesi di commissariamento causato proprio da chi, oggi, richiama questa eventualità come infausta». Ma il sindaco non ci sta: ripete di essere «regolarmente insediato» e stupito di chi al consiglio comunale non solo ha detto «di essere a disposizione per lavorare in sinergia con la maggioranza per il bene comune del territorio», ma ha anche riconosciuto «la vittoria del centrosinistra gavorranese» per poi «il giorno dopo attaccare e denigrare il sindaco e tutti i cittadini che gli hanno espresso il consenso». È un momento particolare a Gavorrano, sia per i contorni di questa vicenda, sia perché la nuova giunta è alle prese con scadenze impellenti, come «l'approvazione del bilancio e altre attività che possano consentire alla macchina amministrativa di riprendere il suo percorso drasticamente interrotto nel settembre scorso, con le dimissioni dei 9 consiglieri piddini». In questo senso Borghi prima sembra sfidare l'opposizione, poi tenderle una mano: «Se questi dirigenti del Pd o qualcuno della loro coalizione, non accetta la mia elezione democraticamente espressa dalla comunità, oppure non la trova legittima, può fare quello che la legge consente, cioè un ricorso agli organi competenti, in modo da ricevere poi tutti i documenti che possono testimoniare l'eleggibilità o meno del sindaco Borghi». Ma poi addolcisce la pillola, richiamandosi al bene comune. «Gavorrano si merita di tornare a una vita politica e sociale serena, senza divisioni illogiche all'interno del centrosinistra. Il sindaco e tutta la coalizione ribadiscono la volontà di riuscire a riunire la comunità gavorranese ormai stanca. Riunione che riguarderà anche il centrosinistra. Per questo chiediamo ai consiglieri e alla classe dirigente del Pd, di scegliere la strada giusta per questo fine». Parole che preconizzano una tregua, anche perché seguono quelle della nota diffusa dal Sel gavorranese (partito di Borghi): «Sarà un nostro obiettivo riunire tutto il centrosinistra». A.F.
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