Il Tirreno

Grosseto

Quattro sì e qualche "nì" sull'acqua

Lorenzo Santorelli
Quattro sì e qualche "nì" sull'acqua

A favore dei quesiti non sono solo esponenti di Centrosinistra

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GROSSETO. Compatto su nucleare e legittimo impedimento, il fronte del "sì" al referendum mostra qualche distinguo sui due quesiti inerenti alla privatizzazione dell'acqua. Prese di posizione che consentono l'arruolamento tra le sue fila anche di alcuni "insospettabili". Come l'avvocato Angelini ad esempio, neoeletto consigliere del Pdl proveniente dalla destra sociale. «Andando contro il sentire comune del mio partito, su nucleare e acqua nel merito voterei sì. Però il metodo non mi convince, il referendum è stato strumentalizzato politicamente e ancora non ho deciso se andare a votare». Da destra si smarca anche Laura Cutini, consigliere provinciale del Pdl. «Sul nucleare voto no per coerenza dato che ci siamo sempre espressi a favore. Su acqua e legittimo impedimento invece voterò sì. Per difendersi bastano i processi, non occorrono altre sedi». Più fedeli all'ortodossia di partito sono gli esponenti del Pd, con Bonifazi e Marras che si schierano apertamente per i quattro sì. «E' fondamentale interrompere questo percorso perverso che porta al nucleare - dice il presidente della Provincia - sul modello della Germania dobbiamo svoltare verso una nuova rivoluzione industriale,una rivoluzione verde». Quattro sì annunciati anche da altri tre ex candidati a sindaco. Per Citerni, appoggiata da SeL e Federazione della Sinistra, «è fondamentale investire tutte le nostre energie per far si che venga raggiunto il quorum». Gori del Movimento Cinque stelle sottolinea che «sono importanti tutti e quattro i sì ma la vera battaglia economica ruota intorno ai quesiti sulla privatizzazione dell'acqua». Nonostante un dna di destra, la posizione di Felicioni è altrettanto netta. «Quattro sì perché sul nucleare siamo talmente arretrati che non sarebbe possibile metterci in pari con gli altri paese che lo utilizzano né garantire controlli adeguati. L'acqua deve essere pubblica e gestita "in casa" mentre il legittimo impedimento fa ridere solo a nominarlo». Sostegno convinto anche da parte degli assessori maremmani in regione. «Non vedo l'ora di andare a votare» dice Salvatore Allocca che al vertice della sua scala di priorità mette legittimo impedimento e nucleare.  Si schiera per il sì, anche se con alcune sfumature, una larga fetta della società civile grossetana. Giampiero Sammuri, presidente del Parco regionale della Maremma, ammette che «il quesito sul nucleare è quello che mi sta più a cuore. Votiamo sì e puntiamo sulle rinnovabili. Se anche la Germania nel 2022 abbandona l'atomo, non vedo perché dobbiamo iniziare noi». Stesso concetto espresso da Mauro Papa, presidente del Cedav, «il quesito sul nucleare è il più importante perché riguarda il tema più minaccioso per il nostro futuro», e da Andrea Sforzi, direttore del museo di storia naturale, «le rinnovabili hanno meno rischi e più garanzie». Giacomo Bottinelli, presidente Lav,dice che «in quanto associazione animalista abbiamo dato indicazioni di votare si su acqua e nucleare. Sul legittimo impedimento mani libere e io voterò sì». Qualche riserva sull'acqua la esprimono Fabrizio Boldrini, presidente del Coeso, e Giampaola Pachetti, presidente della Fondazione Cultura, che voteranno sì «ma la commistione tra pubblico e privato, se ben controllata, può favorire gli investimenti e migliorare il servizio. Non si discute la privatizzazione di un bene fondamentale come l'acqua bensì la gestione della rete». Per Paolo Pisani, ex consigliere comunale in quota centrodestra e animatore di dibattiti culturali, «bisogna votare quattro sì per impedire che, nell'anniversario dei 150 anni dell'unità d'Italia, si disperdano i valori costituzionali di libertà e democrazia».

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