Finanza
Lassessore Gianni Chelini, portavoce regionale di Api, su risultati, alleanze e futuro
«Occhio di riguardo per Sel»
Guido Fiorini
◗
ASSESSORE. Gianni Chelini e un tratto dell Aurelia a Capalbio La coalizione non sia rigida: «Il mondo non finisce oggi»
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Anche dalla parte più centrista della coalizione a sostegno di Emilio Bonifazi arriva una (timida) apertura a Sel. A chiarirlo è Gianni Chelini, assessore in quella Provincia dove Sel è in maggioranza, ma anche esponente di Api, di cui è portavoce regionale. Sia pur senza dare al partito di Vendola cariche istituzionali, è comunque possibile - spiega Chelini - un occhio di riguardo alle iniziative in consiglio comunale di Citerni e Buzzetti. Perché in fondo, un'elezione è finita, ma il mondo continua a girare. E ci saranno altre occasioni. Allora Chelini, Api in queste elezioni ha fatto un buon risultato. «Non posso che essere soddisfatto. Dove ci siamo presentati abbiamo eletto i nostri esponenti. A Grosseto Simone Marchetti è passato in consiglio, a Orbetello Mario Chiavetta è stato nominato presidente del consiglio comunale, a Scansano Gianluca Mazzuoli è anche assessore. Insomma, non poteva andare meglio». Però la situazione politica è in fermento. «Dipenderà da cosa succederà a livello nazionale. Ma come Centrosinistra il cambiamento possiamo gestirlo. Prima di tutto politicamente. Bene ha fatto per esempio Pisapia a coinvolgere il terzo polo nel governo della città. A Grosseto il Pd ha questo ruolo centrale, ma mi aspetto da loro lungimirante e intelligente generosità. A Scansano c'è un buon equilibrio nella rappresentanza. Poca attenzione invece l'ho vista a Orbetello, con una giunta troppo spostata a sinistra». Le alleanze, però, sono diverse. «Vero. Ma anche a Grosseto il Pd deve essere generoso, in consiglio comunale, con le istanze di Sel. Il quadro provinciale impone di dar loro un po' di soddisfazione, anche perché il mondo non finisce oggi. C'è un futuro che andrà gestito, ci saranno altre occasioni». Ma basta la politica per gestire il cambiamento? «Non basta. Dobbiamo parlare anche di cose concrete. Un esempio? L'autostrada tirrenica. Non si capisce perché non si sia andati avanti con il tracciato approvato dal Cipe e come mai, per risparmiare, si "mangi" una strada ai maremmani, limitando il traffico locale e imponendo l'autostrada. Deve esser chiaro che nel progetto ci devono essere, da subito, le complanari. Sennò per gli enti locali sarebbe un progetto irricevibile».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
