Il Tirreno

Grosseto

«Ma la nostra missione è proprio la trasparenza»

<b>AUDITEL </b>Il direttore generale Walter Pancini
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AUDITEL Il direttore generale Walter Pancini

Il direttore generale dell'istituto di rilevamento chiarisce: «Sono le aziende a chiamarci»

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 GROSSETO. "Sotterfugi", servizio a pagamento per fare "i propri interessi", dati raccolti non si sa bene come. Sono diverse le accuse che il direttore di Teletirreno rivolge all'Auditel che, per inciso, non è neppure la diretta "responsabile" del riconoscimento a Tv9 del primato su Grosseto, poiché i dati citati da via Monterosa sono quelli del Corecom.  Ma cos'è l'Auditel, come opera e, soprattutto, quanto è affidabile? Auditel è una società super partes che calcola quanti telespettatori seguono, in ogni istante, un determinato programma tv. Per farlo, ha 5.200 macchine chiamate "meter" attaccate al televisore di altrettante famiglie volontarie (un campione di 14mila persone) che registrano ogni giorno, minuto per minuto, su quale canale è sintonizzata la tv. Un calcolo statistico proietta poi il dato su scala nazionale e in base al risultato si stabiliscono le tariffe pubblicitarie. Solo le tv iscritte, però, si fanno calcolare gli ascolti e li rendono noti.  «Il problema sorto a Grosseto non è nuovo», spiega il direttore generale Walter Pancini. «Oggi con i canali satellitari e digitali - spiega Pancini - lo zapping è talmente ampio che la vita delle tv locali è in salita. La prima cosa che va chiarita, però, è che non siamo figli delle tv; i nostri fondatori sono gli Utenti Pubblicità Associati (Upa) e la nostra ragione di esistere è la necessità di essere trasparenti sul mercato».  Il secondo chiarimento riguarda i modi di iscrizione. «Non obblighiamo nessuno al servizio e non siamo noi a proporci alle tv. Sono le emittenti che bussano alla nostra porta. Di solito prima dell'iscrizione fanno un periodo di prova di alcuni mesi; solo se i dati sono favorevoli decidono se continuare».  Chi rinuncia lo fa, in genere, perché il gioco non vale la candela: quando i telespettatori sono pochi, è meglio non farlo sapere agli inserzionisti. Sono rari i casi di chi è scoraggiato dal costo dell'iscrizione. «Le tariffe sono calcolate in base ai contatti medi giornalieri di un anno - spiega Pancini - ma per le piccole tv chiediamo una cifra forfettaria anche perché non siamo una società a scopo di lucro. Nel caso di Tv9, ad esempio, sono 250 euro al mese. Del resto, tutte le tv locali stanno vivendo un momento durissimo».  Non sono poche le critiche piovute su questo sistema negli anni passati. Eppure, che l'Auditel sia ancora la Bibbia per i direttori di rete lo dicono le cronache più recenti. Tre settimane fa Rai 1 ha sospeso la trasmissione di Vittorio Sgarbi "Ci tocca anche Sgarbi" perché ha registrato solo l'8 per cento di ascolti. In quel caso, va detto, non risulta che il critico d'arte abbia avuto a che ridire sui dati forniti dall'Auditel. F.F.

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