Gioco
Le parole del comandante per Santarelli e Marino
La festa dei Carabinieri "dedicata" ai fatti di Sorano
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FESTA DEI CARABINIERI Tre immagini della celebrazione di ieri mattina nel piazzale del comando provinciale 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. È il 197º anniversario della fondazione dell'Arma dei carabinieri e dovrebbe essere festa, anche a Grosseto, ma la celebrazione della ricorrenza, in Maremma, non può non avere al centro, quest'anno, i due carabinieri, Antonio Santarelli e Domenico Marino, che furono aggrediti il 25 aprile, Lunedì di Pasqua, da un diciannovenne e 3 diciassettenni fermati per strada, per un controllo, nei pressi di Sorano. Il comandante provinciale, colonnello Rocco Carpenteri, cita le parole pronunciate dal suo letto di ospedale da Marino. «Per quanto cerchiamo di dare una spiegazione a ciò che è accaduto - dice - non riusciremo a trovare un perché di tanta ferocia, un senso a tanta brutale violenza. Speriamo solo che possa servire a qualcosa». E poi, Carpenteri passa a citare la moglie di Santarelli, Claudia. «Non c'è niente di umano in tutto questo, perché inspiegabile, irrazionale, brutale e insopportabile». Citazioni che il colonnello Carpenteri fa proprie prima di esprimere il suo giudizio, che è tranciante. «Un'istituzione - dice - una collettività, un territorio, due servitori dello Stato, sono stati violentati dall'assenza di valori, dalla violenza fine a se stessa, dalla pochezza della vita di qualcuno». Di quel giorno di festa Carpenteri ricorda la bellezza e l'ordine del territorio, il silenzio in cui si svolge il servizio dei carabinieri, e ricorda come tutto questo sia in contrasto con «il rumore assordante di un'assurda violenza». L'auspicio è quello di Marino, «che almeno questo possa servire a qualcosa». Poi è la volta delle premiazioni. Ci sono i fatti locali: un encomio va all'appuntato scelto Gianfranco Di Fruscia, coinvolto in un conflitto a fuoco, il 3 agosto 2010, con 3 rapinatori che avevano appena messo a segno un colpo al Monte dei Paschi a Capalbio e stavano scappando con il bottino. La sparatoria era avvenuta all'altezza di Santa Liberata, dove la loro auto era stata intercettata. I tre, poi, insieme ad un quarto complice, erano stati arrestati, e per questo motivo è stato riconosciuto un encomio semplice anche al luogotenente Piernicola Bellavita, ai marescialli Aurelio Siano e Manolo Fiorini e al brigadiere Giuseppe Ruggiero. Un encomio è andato, poi, al brigadiere Giancarlo Quattrociocchi che nella notte del 19 febbraio del 2009, era intervenuto, nella stazione di Capalbio Scalo dove due uomini avevano scassinato una macchinetta della biglietteria. Nella colluttazione il militare era stato ferito ad una mano con un frullino. Tra i premiati anche il tenente colonnello Bruno Desiato, che dal 24 marzo all'8 settembre del 2010 è stato capo di stato maggiore del reggimento dei carabinieri di stanza a Pristina, in Kossovo, e il maresciallo Marco Quattrocchi, che tra maggio 2007 e luglio 2009 ha condotto una complessa indagine su un'organizzazione anarco-insurrezionalista, che ha portato all'arresto di due persone alla denuncia di altre 37. (e.p)
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