Attenzione
Non scatta il divieto di balneazione, è polemica tra cittadini e turisti
In mare tra cacca e pannolini
Alfredo Faetti
◗
NEL PECORA. Ieri lacquazzone ha causato un guasto alla rete fognaria Guasto alla rete fognaria. I liquami finiscono nel Pecora
2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. Un guasto nel sistema fognario ha causato una fuoriuscita di liquami neri nel Pecora, a due passi dal sfocio in mare. Il malodore ha allertato i cittadini, che hanno informato le autorità. Impossibile però far scattare immediatamente il divieto di balneazione, anche se in parte è sempre presente. Quando è sfortuna è sfortuna. Il sindaco di Follonica Eleonora Baldi, informata della situazione, spiega che si è trattato di «un imprevisto: un guasto alle pompe di sollevamento dell'Acquedotto del Fiora», soggetto a cui fanno capo il sistema fognario. Un fatto questo che ha suscitato nell'immediato qualche polemica da parte dei cittadini che hanno ravvisato la fuoriuscita del liquame, convinti che servisse da subito un divieto di balneazione. Ma andiamo per ordine. Intorno alle 18 di ieri pomeriggio nell'aria intorno ai due ponti che scavalcano il Pecora all'altezza di via Bicocchi e via Gorizia si sparge una puzza incredibile. Le persone, sia proprietari di attività che semplici passanti, si sporgono sul piccolo fiume che attraversa la città per capirne il motivo e la risposta salta fuori in un baleno. L'acqua è torba e la corrente sta portando a mare escrementi, assorbenti e pannolini. Il liquame fuoriesce da uno sbocco delle fognature vicino al ponte di via Bicocchi, a causa, come detto, di un guasto alle pompe di sollevamento del Fiora. I cittadini testimoni di quanto stava avvenendo hanno chiamato i carabinieri e i la polizia municipale, sentendosi rispondere che la competenza era dell'Acquedotto, non loro. La società del Fiora è stata subito allertata dagli uomini della municipale e ha inviato sul posto una squadra operativa per tamponare per quanto possibile la fuoriuscita, a un 'ora circa di distanza da quando è stato lanciato l'allarme. Nel frattempo, però, le stesse persone che hanno avvisato le autorità chiedevano, data la vicinanza al mare (saranno poco più di cento metri) di imporre il divieto di balneazione in quel tratto. Non è così però che funziona l'iter: un divieto simile viene imposto con un'ordinanza sindacale soltanto dopo che i soggetti competenti (in questo caso l'Asl) abbiano fatto le dovute analisi e rilevato delle irregolarità dei dati. «La norma prevede questo. - conferma Baldi - Soltanto dopo potrebbe scattare l'ordinanza». Il sindaco però sottolinea un aspetto importante. «Nel punto in cui sfocia il Pecora, per cento metri sia a sinistra che a destra, il divieto di balneazione è sempre in vigore». Ciò non toglie che Baldi abbia richiesto all'Asl «delle analisi urgenti sull'acqua, in modo da capire se sarà effetteivamente necessaria un'ordinanza, che in quel caso non tarderà ad arrivare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
