Il Tirreno

Grosseto

Acqua record, esondazioni e frane

Gabriele Baldanzi
<b>DISASTRO </b>Il Gretano esonda Sotto una frana nell&#146;abitato di Roccastrada
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DISASTRO Il Gretano esonda Sotto una frana nell’abitato di Roccastrada

Roccastrada in ginocchio, il Gretano straripa, allagamenti a Braccagni

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 ROCCASTRADA. La Maremma a nord di Grosseto e il comprensorio di Roccastrada, dopo un pomeriggio da incubo oggi contano i danni. Dalla piana dell'Aratrice a Lattaia, da Torniella a Roccatederighi, dalla valle del Bai fino a Braccagni, passando per Sticciano, la pioggia di ieri sera ha lasciato il segno. Cumulati da record ai pluviometri, ma soprattutto danni e paura.  Per le frane, per le esondazioni dei corsi d'acqua più importanti e del reticolo minore. Il Gretano, per esempio, dopo qualche anno di "pace", è tornato a uscire dal proprio alveo e a mettere paura a chi possiede campi e case nella campagna che degrada da Roccastrada verso Civitella e Paganico. Smottamenti si sono registrati lungo la provinciale di Meleta e la Sp del Terzo, tre movimenti franosi (uno molto esteso) anche nell'abitato di Roccastrada, in via Nazionale e via del Pino, e fino a tarda notte si è lavorato prima di decidere se e dove chiudere al traffico. Impraticabili, a metà pomeriggio, la comunale dell'Aratrice (per l'irruenza del Gretano), la Sp 137 di Lattaia e la 138 di Montelattaia, a causa dei guadi sommersi. Allagamenti nella zona del Madonnino e nell'abitato di Braccagni, con rigurgiti fognari. Ci vorrà tempo, insomma, prima di risanare i danni della pioggia. Lavoro e soldi. Per non parlare delle coltivazioni, che sabato e ieri nell'Alta Maremma sono state toccate dalla grandine.  In un paio d'ore, tra le 15,30 e le 17,30, tutti i problemi idrogeologici di un territorio sottoposto da sempre a questo tipo di emergenze, si sono di colpo palesati. Protezione civile, Comune, vigili del fuoco si sono messi in moto da subito, cercando di dare la precedenza agli interventi nelle aree più antropizzate, ma contro 95 mm di pioggia in tre ore c'è poco da fare (50 anni è la stima del tempo di ritorno compiuta in tempo reale dal servizio idrologico regionale). Sì, perché è questa la cifra che ha fatto segnare ieri, tra le 15,30 e le 18,30 la stazione pluviometrica del capoluogo collinare. Dopo Roccastrada le misure più importanti sono state quelle di Torniella (77 mm in 3 ore), Braccagni (76 mm), Pari (60), Roccatederighi (48). Record a cui alcune famiglie e aziende ieri hanno pagato dazio. C'è chi ha avuto gli scantinati allegati, chi ha perso i raccolti, qualcuno addirittura il pagliaio e le rotoballe di fieno. E è solo un primo sommario, serale, bilancio. E in tarda serata dal Comune di Roccastrada arrivano le conferme dell'eccezionalità dell'evento. «Accadde qualcosa di simile i primi di giugno del 1997 - ricorda Mario Amerini - quel giugno risultò poi il più piovoso degli ultimi cento anni con un totale di 241 mm. Ecco, per dare un'idea di quello che è accaduto tra sabato e oggi (ieri, ndr) basta annotare il cumulato complessivo di questi primi 5 giorni di giugno. Siamo già a quota 190 mm, di cui quasi 130 caduti nelle ultime 36 ore. Numeri impressionanti». Per la cronaca i fenomeni di ieri pomeriggio in provincia di Grosseto erano annunciati dai previsori e dalla Protezione civile come "criticità ordinaria". Si sono poi rivelati di criticità elevata. Oggi al mattino residua nuvolosità sulle zone interne; ampie schiarite sulle coste. Nel pomeriggio possibilità di isolati rovesci nell'entroterra (zona Fiora-Albegna). Martedì torna la possibilità di forti temporali nell'entroterra. L'incubo non è finito.

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