La manifestazione
«Madonnino, l'area sarà completata»
Enrico Pizzi
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MADONNINO. Sopra il sindaco Innocenti, a destra larea Il sindaco Innocenti è ottimista: sarà decisiva la ripresa dopo la crisi
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GROSSETO. «In un'economia che si rimette in moto l'area industriale del Madonnino andrà a esaurimento, ne sono convinto». Il sindaco di Roccastrada Giancarlo Innocenti non nega le difficoltà, ma da qui a parlare di revoche delle assegnazioni ce ne corre, anche perché è convinto che passata la crisi, i terreni andranno a ruba e i capannoni cominceranno a sorgere. Il Comune ha urbanizzato l'area agroindustriale del Madonnino investendovi oltre 6 milioni di euro. Un primo lotto è già andato a bando e il bando è aperto, perché la disponibilità dei terreni era superiore alle domande pervenute, per il secondo lotto deve essere ancora pubblicato. Il sindaco ritiene che sia stata la crisi economica a impedire alle imprese di insediarsi su quei terreni che avevano già acquistato tra il 2006 e il 2007. «Solo la Cooperativa Ortofrutta - conferma Innocenti - pur avendo acquistato il terreno per ultima, a fine 2010, ha già iniziato i lavori, per il resto nessuna delle altre sei aziende ha ancora ritirato le concessioni edilizie e una ha anche manifestato la volontà di rinunciare». Da parte del gruppo di opposizione Insieme per Roccastrada è arrivata una interrogazione al sindaco in cui si chiede se non dipenda anche dal rischio idraulico il fatto che le aziende non abbiano costruito. Il sindaco Innocenti spiega, però, che «il problema della messa in sicurezza dell'area è risolto, perché è stata realizzata una cassa di espansione dove pilotare le acque in eccesso per evitare che sia allagato tutto. Nel frattempo l'Anas è già impegnata a realizzare i fori sotto il rilevato dell'Aurelia per consentire all'acqua di defluire verso l'idrovora che è già stata installata dal Consorzio Bonifica. Ci sono già progetto e risorse e i lavori partiranno prima che il rilevato sia interessato dal passaggio dell'autostrada». Resta il problema dei tempi di insediamento nei terreni già assegnati. Nessuno, salvo la Cooperativa Ortofrutta, ha avviato i lavori e non sono stati ritirati nemmeno i permessi a costruire. «Per chi non si insedia - dice Innocenti - può scattare anche la revoca, e la minoranza ci sollecita a farla, ma vista la gravità della crisi economica, non credo che sia utile esercitarela, piuttosto, stiamo sollecitando le imprese a ritirare i permessi a costruire». Per quanto riguarda l'azienda che ha rinunciato, «è prevista la restituzione del 90% del prezzo del terreno, ma «restituire i soldi - dice Innocenti - non è un problema per il bilancio del Comune, è gestibile, anche perché stiamo valutando la possibilità di inserire un nuovo soggetto al posto di chi va via». Per il futuro Innocenti è moderatamente ottimista. «Per quanto riguarda il secondo lotto non ancora a bando, stiamo studiando forme diverse di insediamento, come l'affitto e poi su questo bando abbiamo alcune opzioni come quella dell'insediamento del polo delle energie rinnovabili. Per il primo lotto, invece, abbiamo alcune possibilità come quella del mattatoio, visto che la società ha già opzionato un terreno, e poi c'è il Consorzio Agrario che potrebbe ampliare la propria presenza, ma è un'operazione legata allo smobilizzo degli immobili che il Consorzio ha a Grosseto». «Sicuramente però - conclude Innocenti - quei terreni, il cui prezzo è attualmente di 35 euro al metro quadrato diverranno più appetibili con il completarsi di tutto l'assetto strategico di quell'area, con l'arrivo del polo logistico che favorisce la movimentazione delle merci».
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