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Giù le mani dalle cabine telefoniche

Giù le mani dalle cabine telefoniche

Appello contro la rimozione del presidente della Comunità montana Franco Ulivieri: «La montagna già troppo penalizzata»

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 ARCIDOSSO. Altolà alla rimozione delle cabine telefoniche. Appello di Franco Ulivieri, presidente della Comunità Montana Amiata grossetana che dice «il rischio è che tale operazione passi in sordina, ed in un periodo di tagli generali in cui si rischia di non garantire più i servizi ai cittadini, questo diventi un ulteriore disagio per una zona già profondamente penalizzata da tagli, sopressioni e razionalizzazioni. Come non pensare - prosegue -, ai servizi postali la cui riduzione è sotto gli occhi di tutti? E che dire delle scuole, delle farmacie, che nei territori montani rappresentano un riferimento essenziale per i cittadini. C'è poi da considerare - aggiunge -, che in molti territori montani, dove non c'è copertura totale di rete di telefonia mobile (per non parlare dei problemi di connettività), l'utilizzo pubblico resta ancora una risorsa e un servizio anche in caso di emergenza. Credo, dunque che sia fortemente necessario monitorare l'eventuale dismissione di postazioni pubbliche nel nostro territorio. Infatti, prosegue il presidente, la delibera dell'Agcom autorizza a rimuovere i telefoni pubblici in eccesso: saranno risparmiati solo quelli negli ospedali, nelle scuole e nelle caserme e, teoricamente, la lelle 2529 dell'11 dicembre 1952 e successive modificazioni, dovrebbe far sì che venga salvaguardata la presenza di collegamenti telefonici in particolari luoghi, quali ad esempio comuni di ridotte dimensioni, frazioni distanti dal comune principale, rifugi di montagna, stazioni ferroviarie distanti dai centri abitati. Ma, come sappiamo, spesso le deroghe montane vengono dimenticate».  «Come qualcuno avrà già notato da qualche tempo - prosegue - vengono installati sulle postazioni dei cartelli che segnalano la rimozione della cabina. Entro 30 giorni dall'affissione del cartello di rimozione sulla cabina, sarà possibile scrivere una e-mail all'indirizzo cabinatelefonica@agcom.it per sospendere la rimozione. Inoltre - conclude Ulivieri -, gli stessi sindaci si possono opporre con richiesta motivata alla rimozione della cabina in modo da evitare che il servizio venga soppresso». (f.b.)

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