La manifestazione
Nessuno controlla più i bracconieri
Allarme di Wwf e Lega anticaccia: pochi uomini a contrasto dell'illegalità
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Doppiette senza regole e bracconieri impuniti perché mancano i controlli in provincia di Grosseto. È questo il quadro che emerge dal bilancio dell'attività delle guardie volontarie del Wwf nel 2010. Un nucleo che in Toscana è costituito da 78 guardie volontarie, ha recuperato 170 animali selvatici feriti, contestato quasi 300 violazioni, effettuato oltre 60 sequestri e più di 60.000 euro di multe.
«Bisogna tener conto che i dati del bilancio riguardano un'attività volontaria che si svolge prevalentemente nei fine settimana - dice il coordinatore regionale delle guardie Wwf Daniele Rosati - per cui i numeri rappresentano un quadro decisamente migliore del reale stato delle cose sul territorio. Le violazioni contestate o segnalate alle autorità competenti riguardano reati in materia di caccia e pesca, di abbandono di rifiuti ed inquinamento delle acque, di tutela del patrimonio boschivo, di raccolta funghi e prodotti del sottobosco, fino ad arrivare all'anagrafe canina, al maltrattamento di animali ed all'abuso edilizio».
Una moltitudine di attività che però, secondo l'ex responsabile provinciale delle guardie grossetane Raimondo Silveri, avrebbe distolto uomini ed energie dal contrasto all'attività venatoria illegale.
«Siamo solo in sette e i compiti sono aumentati. Nel 2009 avevamo segnalato oltre cento notizie di reato legate all'attività venatoria, l'anno successivo siamo arrivati a 15 che comunque, essendo tutti volontari, è meglio di niente».
Silveri attribuisce le responsabilità sia al Wwf, «che ha messo in secondo piano la vigilanza venatoria», sia alla Provincia «perché la polizia provinciale effettua pochi controlli ed è inefficace. Noi con la Lega anticaccia la settimana scorsa siamo andati all'Isola del Giglio. Eravamo in cinque ed abbiamo rimosso 136 trappole e certificato due notizie di reato in meno di quattro ore. Questo dimostra come il bracconaggio sia ampiamente diffuso. La Provincia cosa fa per contrastarlo?»
Effettivamente i dati sull'attività della polizia provinciale non sono dei più incoraggianti.
«Nei primi cinque mesi del 2011 abbiamo eseguito 7 sequestri penali di gabbie e lacci - dice l'assessore provinciale all'ambiente, Patrizia Siveri, che aggiunge - le Gav, (guardie ambientali volontarie) registrate nella provincia di Grosseto sono 129. Loro però non possono operare da sole e devono avvertire la polizia provinciale che ha un organico di soli 20 agenti impegnati su svariati fronti, dagli autovelox ai rifiuti». E in questo quadro i bracconieri hanno piena libertà.
«Bisogna tener conto che i dati del bilancio riguardano un'attività volontaria che si svolge prevalentemente nei fine settimana - dice il coordinatore regionale delle guardie Wwf Daniele Rosati - per cui i numeri rappresentano un quadro decisamente migliore del reale stato delle cose sul territorio. Le violazioni contestate o segnalate alle autorità competenti riguardano reati in materia di caccia e pesca, di abbandono di rifiuti ed inquinamento delle acque, di tutela del patrimonio boschivo, di raccolta funghi e prodotti del sottobosco, fino ad arrivare all'anagrafe canina, al maltrattamento di animali ed all'abuso edilizio».
Una moltitudine di attività che però, secondo l'ex responsabile provinciale delle guardie grossetane Raimondo Silveri, avrebbe distolto uomini ed energie dal contrasto all'attività venatoria illegale.
«Siamo solo in sette e i compiti sono aumentati. Nel 2009 avevamo segnalato oltre cento notizie di reato legate all'attività venatoria, l'anno successivo siamo arrivati a 15 che comunque, essendo tutti volontari, è meglio di niente».
Silveri attribuisce le responsabilità sia al Wwf, «che ha messo in secondo piano la vigilanza venatoria», sia alla Provincia «perché la polizia provinciale effettua pochi controlli ed è inefficace. Noi con la Lega anticaccia la settimana scorsa siamo andati all'Isola del Giglio. Eravamo in cinque ed abbiamo rimosso 136 trappole e certificato due notizie di reato in meno di quattro ore. Questo dimostra come il bracconaggio sia ampiamente diffuso. La Provincia cosa fa per contrastarlo?»
Effettivamente i dati sull'attività della polizia provinciale non sono dei più incoraggianti.
«Nei primi cinque mesi del 2011 abbiamo eseguito 7 sequestri penali di gabbie e lacci - dice l'assessore provinciale all'ambiente, Patrizia Siveri, che aggiunge - le Gav, (guardie ambientali volontarie) registrate nella provincia di Grosseto sono 129. Loro però non possono operare da sole e devono avvertire la polizia provinciale che ha un organico di soli 20 agenti impegnati su svariati fronti, dagli autovelox ai rifiuti». E in questo quadro i bracconieri hanno piena libertà.
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