Sicurezza
«Il pignoramento è irregolare Il cacio non ha etichetta» Rabbia e veleni al caseificio
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PIGNORATE Migliaia di caciotte dal caseifico di Stribugliano L'amministratore di Latteria Amiata annuncia battaglia «Ci hanno tagliato le gambe, il 15 giugno saremo in tribunale»
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STRIBUGLIANO. In attesa delle decisioni del Tribunale e della nomina del curatore fallimentare del Caseificio di Stribugliano, Claudio Lorenzoni, amministratore unico di Latteria Amiatina e responsabile di qualità del prodotto caseario, accompagnato dal'avvocato Bruno Leporatti, avanza perplessità importante sul pignoramento. «Le migliaia di forme di formaggio portate via - afferma - sono senza etichette e dunque ne va di mezzo la loro tracciabilità». Un problema che è spuntato fuori solo il 30 maggio, quando La Doganella è stata autorizzata dal tribunale per acquisire trecetomila euro di prodotti per rientrare del credito. Orbene, afferma Lorenzoni e con lui l'avvocato, «quel formaggio non ha etichette». Lorenzoni ripercorre l'iter che ha portato al fallimento: dal 1 luglio 2009, quando divenne responsabile di Latteria Amiata, affittandola da Copaim, alla crescita di fatturato, agli impegni presi con i conferitori di latte, alla possibilità di affiancare altri imprenditori a Latteria Amiatina. Un piano di rilancio sottoposto alla Regione, con l'impegno di sostegno di Fidi Toscana, alla volontà di garantire la manodopera. Poi la crisi, cominciata dal 6 maggio e il precipitare della situazione che ha portato al pignoramento di 500.000 euro di liquido e del formaggio. «Dopo essere stato costretto al licenziamento di 15 operai, ho depositato istanza di ricorso sui beni pignorati, l'udienza è il 15 giugno. Ma quello stesso giorno, il 30 maggio, l'autorità ha ammesso l'ingresso della Doganella, anche con l'uso della forza, per prendersi il formaggio. Quello, appunto, senza etichette, che noi, a quel punto, senza manodopera, non potevamo certo apporre e nel caso che tale operazione fosse fatta al di fuori dello stabilimento comporterebbe la perdita della tracciabilità dei prodotti. L'etichetta di proprietà di Latteria Amiatina, infatti, non può essere utilizzata da terzi perché sono conformate per essere utilizzate da personale qualificato. In data 30 e 31 maggio ho inviato Nas di Livorno e all'Asl, due comunicazioni finalizzate ad ottenere l'adeguata sorveglianza per il rispetto della normativa dettata in tema di sicurezza alimentare. L'ingresso nello stabilimento alimentare di Stribugliano è soggetto a norme che prevedono il rispetto della legislazione vigente e che devono essere adottati provvedimenti che obbligano di indossare indumenti protettivi (cuffie, vestaglie e copri scarpe) e di essere esenti da malattie. Con tutte queste premesse il 1 giugno la Coop Doganella si è presentata allo stabilimento accompagnata dalla forza pubblica, per il prelievo del formaggio. Per evitare ulteriori danni ho aperto lo stabilimento lasciando all'interno i rappresentanti della Coop che hanno prelevato una ingente quantità di formaggio sprovvisto dell'etichetta. Oggi, 3 giugno Coop Doganella è tornata per il completamento delle operazioni di prelievo del formaggio, senza che le condizioni in cui esso avviene siano cambiate».
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