Il Tirreno

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LA POLEMICA

Franci atttacca il piano regionale «Abbandonati»

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 ARCIDOSSO. L'Amiata sempre più periferica, rischia di vedersi togliere dalla Provincia anche il tradizionale settore economico che per tanto tempo ha autononomamente gestito: l'agricoltura. E così, in un quadro montano che scricchiola con perdita di posti di lavoro preziosissimi (caseificio di Stribugliano e gli allarmi sulla Amtec di Piancastagnaio), la Comunità Montana in via di diventare Unione dei Comuni del versante grossetano dell'Amiata potrebbe perdere anche la delega dell'agricoltura.  A mettere la pulce nell'orecchio alla gente e a scalpitare come già avvenne in passato, è il Presidente della Comunità Montana Franco Ulivieri, che spiega che quest'anno, che è stato di sperimentazione per il piano di sviluppo rurale, «l'Amiata ne ha buscate forte. Siamo tornati indietro - ammette con amarezza Ulivieri - tanto che su 100 domande ammesse a livello provinciale, dell'Amiata ne sono stati accettate 5. E per noi, che avremmo voluto fare un piano di sviluppo agricolo che come in passato rispondesse alle nostre esigenze montane, ci è andata in modo esattamente contrario. Siamo amareggiati, dall'atteggiamento di Upi toscana, l'indifferenza di fronte alle sorti della montagna e soprattutto, in UPI, la voglia di azzerare l'autonomia decisionale delle Comunità Montane. Non lo neghiamo. Il nostro comprensorio è ai margini. Perché per noi la perdita di deleghe e in particolare quella dell'agricoltura, rischia di stravolgere un sistema collaudato. Comprendo che la Regione debba fare la programmazione in ambito toscano, ma vorrei si comprendesse che per la montagna l'agricoltura ha un valore anche solidaristico. La Regione fornisce un unico budget ma se la montagna deve far parte di un piano provinciale, come è stato quest'anno, non può beccare che qualche briciola. Questo è ovvio. Per noi è la rovina, sia chiaro. E naturalmente alla provincia va di lusso, perché racimola le deleghe che erano nostre. E con le deleghe, i finanziamenti regionali. Ma un'Amiata trascurata certo non gioverà né a loro né a nessun altro. Ora torneremo nel dimenticatoio degli anni più bui se la fase sperimentale diventerà norma e se non porteremo avanti, ai tavoli regionali, una riflessione politica vera». (f.b.)

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