La manifestazione
«Cromo esavalente nei gessi»
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TIOXIDE. Messa sotto accusa dagli ambientalisti Ambientalisti all'attacco della Tioxide: «E' rischioso per la falda»
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SCARLINO. Ambientalisti all'attacco dei gessi della Tioxide. «Se questa è routine - dicono -, la novità è la presenza di cromo esavalente all'interno del compostaggio, prima mai rilevato». Da qui l'appello agli agricoltori: «Non compromettete ancor di più il terreno usandoli come fertilizzanti». Il polo di Scarlino esiste da decenni e «mai era stata rilevata la presenza del cromo nei gessi». I gessi di stoccaggio non sono altro che rifiuti di produzione. «Mai - insiste Edoardo Bertocci segretario provinciale dei Verdi - era stata rilevata la presenza del cromo nei gessi di stoccaggio, nonostante le nostre continue richieste di analisi». Ora però è saltato fuori, segnalato all'interno di un documento redatto dal ministero delle Politiche Agricole e consegnato alla stessa Tioxide. «E' la società stessa che lo ammette e se c'è oggi, tutto fa pensare che ci sia da 30 anni» continua Bertocci. Alla luce di questa scoperta, sia lui che che Elisabetta Menchetti, del Forum ambientalista della Toscana, chiedono «che le istituzioni (Comuni, Provincia, Arpat) facciano delle verifiche sullo stato delle falde acquifere e dei pozzi per stabilirne i valori e capire se il cromo è arrivato in mare». Già, perché questa sostanza «è cancerogena e molto dannosa anche in piccole dosi». Per di più «viene assorbito con facilità dalle falde e si concentra nei raccolti». Da qui nasce un altro ragionamento condotto dagli ambientalisti: quello legato alla vendita sul mercato dei gessi Tioxide come fertilizzante. Il segretario riprende il discorso da quel documento del ministero, redatto da un tecnico, che, a suo parere, non è altro che «un parere e non un'autorizzazione per mettere i gessi sul mercato». Sono vari gli elementi per Bertocci a sostegno di questa tesi, da alcune espressioni utilizzate dal tecnico Paolo Sequi, come «"possibile" utilizzazione», al parere legale di un avvocato allegato al documento ministeriale nella presentazione del prodotto. «Se è autorizzato, non serve un parere di un avvocato» dice il Verde. In ogni caso, «abbiamo già contattato il nostro legale a Grosseto, per stabilire se questo documento è davvero soltanto un parere e non un'autorizzazione». La questione, adesso, per gli ambientalisti, dopo la presenza di cromo, riguarda la diffusione nel terreno di questi gessi utilizzati come fertilizzante. «Alcuni agricoltori lo hanno già piantato nei terreni tra Follonica e Scarlino» spiega Bertocci, che lancia un appello «alle associazioni di categoria agricole: attivatevi anche voi per far luce su questa vicenda». Gli fa eco Menchetti, che invita «a non aumentare con altre sostanze, dato che si accumolano, un terreno già sovraccarico». A domanda diretta, Bertocci dice che «come perito agricolo (iscritto all'albo - ndc) il mio consiglio è quello di non utilizzare questi fertilizzanti», anche perchè «le aziende che ne faranno uso, non potranno essere registrate come "biologiche" per i prossimi tre anni. E adesso tutto il mercato spinge in quella direzione». (a.f.)
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