Sicurezza
Una "svista" da 600mila euro
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EDILIZIA. un cantiere in città Clamoroso errore sull'area Pip alla Stecca
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GROSSETO. Per quattro milioni di euro che mancano all'appello in bilancio, ci sono 600mila euro, anche questi derivati dagli oneri di urbanizzazione, considerati già sicuri in cassa e che invece, per un errore nelle pratiche, il Comune dovrà restituire o rassegnarsi a non incassare. In ogni caso, dovrà cancellarli dalle entrate. È quello che è successo nel Pip "La Stecca", l'area "cuscinetto" compresa tra la zona artigianale Nord e la Cittadella, a Grosseto. Qui, alla fine del 2006, il Comune stipulò una convenzione con il consorzio "La Stecca" che prevedeva la realizzazione di opere di urbanizzazione su una superficie di oltre 42mila metri quadrati divisi in dodici lotti. I singoli appezzamenti furono assegnati ad altrettante imprese, tutte appartenenti al consorzio La Stecca, che aspettavano il via libera da sei anni per poter costruire i loro capannoni, da quando cioè era uscito il bando per l'assegnazione delle aree. Proprio per il ritardo causato agli imprenditori, il Comune - come riporta il comunicato dell'epoca - decise di velocizzare i tempi e di invitarli a tempi record negli uffici di competenza per completare tutti gli atti del procedimento. Forse, però, nella fretta qualcosa è andato storto. L'ente aveva calcolato di ricavare dall'operazione circa un milione di euro da reinvestire per lo sviluppo economico del territorio e in particolare nell'edilizia economica popolare in via dei Barberi e nella zona di villa Pizzetti. Ma oggi quella cifra va più che dimezzata proprio per un quiproquo. «Il Comune aveva chiesto alle ditte di pagare anche gli oneri per le opere di urbanizzazione secondaria - spiega Gianpaolo Fornasiero del Servizio Edilizia Privata - mentre nella convenzione quegli oneri non erano previsti». Nel frattempo, alcune ditte hanno pagato in tutto o in parte, altre invece hanno fatto ricorso e hanno avuto ragione. Risultato, oggi tutte le ditte coinvolte nella vicenda sono esentate dal pagare quegli oneri. Chi ha già pagato, si vedrà restituire il denaro, mentre chi non ha versato soldi, non dovrà farlo in futuro. Le grane maggiori sono per i contabili comunali, che dovranno rifare i calcoli. Ma se togliere dalla cassa 600mila euro pare ormai cosa fatta, vederci confluire gli oltre 4 milioni di euro dovuti dai morosi degli oneri di urbanizzazione sarà ben più faticoso. F.F.
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