Gioco
Il volto di padre Pio accanto al Papa
Enrico Giovannelli
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SFUOCATA. La foto con i cerchi che indicano le presenze e il volto di padre Pio La strana foto del cuoco di Punta Ala: è agli atti in Vaticano
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PUNTA ALA. Fede o semplicemente suggestione. Quello che è successo a Massimiliano Meloni di professione cuoco, si può riassumere proprio così. Meloni ha 44 anni: originario di Oristano ma trapiantato giovanissimo a Torino, è un credente in Dio. Da tanti anni ha scelto la Maremma come luogo di lavoro: chef executive in molti ristoranti. Da qualche tempo è diventato responsabile della Bussola a Punta Ala, e proprio dalla frazione castiglionese ha deciso di rendere pubblica la sua storia. Tutto inizia quando, alla morte di Papa Giovanni Paolo II, Massimiliano Meloni decide di andare a Roma per seguire il funerale e rendere omaggio alla salma del Pontefice. Partenza la sera verso le 21,30: un viaggio durato ben dodici ore, fra spostamenti e code, fino a giungere davanti alla salma di Karol Wojtyla alle 9,20 del giorno dopo. Come tanti pellegrini e fedeli, un passaggio veloce davanti al feretro del Pontefice. Pochi secondi, una preghiera e la foto ricordo scattata con il cellulare. Al tentativo di provarne una seconda però, il telefonino improvvisamente si rompe. Non funziona più. Meloni torna a casa e mette quel cellulare in un cassetto. Dopo sette, otto mesi si ricorda che dentro a quel telefono c'erano delle foto, in particolare della sua ex fidanzata. Un ricordo da tenere comunque. Trova una batteria nuova e riesce a scaricare i file. Oltre alle tante altre foto, Meloni vede anche quella fatta davanti al Papa. Per ore rimane incollato davanti al computer. La foto è sfuocata, ma il cuoco ci vede qualcosa di strano, che non sa decifrare. L'occhio può ingannare. Così decide di "investigare". Si affida ad esperti del settore, chiedendo di migliorare l'immagine, senza però alterarne l'originale. E' proprio in quel momento che dalla foto "emerge" qualcosa. Meloni riesce a vederci delle figure che non dovrebbero esserci: delle anime secondo lui. Fin qui la cronaca. Massimiliano Meloni racconta: «Io in questo scatto ci vedo quattro presenze. Sopra il Santo Padre una figura di donna di profilo. Vicino una dama anche lei che guarda il Papa. E sotto ancora, e secondo tante altre persone che hanno già visto la foto, il viso di padre Pio. E poi, come una enorme energia, sopra l'abito di Giovanni Paolo dove c'è la croce, che si sprigiona verso l'alto». Meloni racconta pacato e senza enfasi questa sua esperienza. «Insieme all'avvocato Davide Lera di Follonica ci siamo recati il 12 ottobre del 2007 in Vaticano, portando la foto. Ormai l'immagine è agli atti, con tanto di risposta del 21 dicembre del 2008. Se a scattare la foto fosse stato un prete, o comunque un uomo di chiesa, sarebbe sicuramente finita nella postulazione di beatificazione del Santo Padre». Meloni non ha bisogno di pubblicità, e da questa foto, anche se ha speso diverse migliaia di euro per fare delle gigantografie e tutte le indagini, non ha intenzione di ricavarne nulla: «Perché farla vedere oggi al mondo? Beh, credo che sia giusto. Voglio solo raccontare quello che mi è successo, e che mi ha sicuramente cambiato la vita. Ricordo le parole pronunciate da Karol Wojtyla "Non abbiate paura". Ecco, personalmente credo che la vita non possa finire così, che forse dopo c'è qualcosa d'altro. Noi siamo quello che vediamo in quella foto». Massimiliano Meloni ha organizzato anche una mostra. Dalla prossima settimana nella sala dell'Apt di Punta Ala, sarà possibile per tutti, gratuitamente, guardare questo scatto. E ognuno potrà fare le sue valutazioni.
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