Il Tirreno

Grosseto

È rimasto solo un dottore e in ambulatorio non c’è quasi mai

Il medico due ore in 9 giorni pazienti in rivolta a Braccagni

Gabriele Baldanzi
<b>I CARTELLI.</b> Sulla porta dell&#146;ambulatorio a Braccagni
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I CARTELLI. Sulla porta dell’ambulatorio a Braccagni

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 GROSSETO. E' possibile che un paese con circa 1.500 abitanti si ritrovi di colpo senza medico? Succede a Braccagni, dove negli ultimi giorni decine di "pazienti-impazienti" (si definiscono così) protestano. Parla per tutti, Roberto Tonini. «Da metà maggio - spiega - a Braccagni è in servizio un solo medico di base, perché l'altro è assente per motivi di salute. Dovendo rinnovare le ricette dei medicinali martedì 31 sono andato all'ambulatorio trovandolo chiuso. Ho scoperto, dai cartelli appesi fuori dalla porta, che il medico supplente aveva spostato il servizio ambulatoriale dal martedì al mercoledì alle 15,30. Così il giorno successivo, il 1 giugno - mercoledì - con largo anticipo mi sono ripresentato. Avevo davanti una ventina di persone, ancora più previdenti di me e già in paziente attesa. Erano tutti in piedi in un corridoio all'aperto... Abbiamo atteso l'arrivo del medico fino alle 16,15 poi a qualcuno si è accesa la lampadina: vuoi vedere che nel prefestivo non viene? Possibile? La conferma è arrivata dalla farmacia».  «Il problema - sono ancora parole di Tonini - è che io di quei medicinali ho bisogno davvero e così invece di tornare a casa mi attacco al telefono. Chiamo il 118 e racconto l'accaduto. Evidentemente mi spiego male perché all'altro capo del telefono continuano a ripetermi che "tanto c'è il sostituto". E io a spiegare che è proprio lui che non c'è. Ci rinuncio e mi faccio consigliare sul da farsi. Mi viene suggerito di andare a Grosseto dal medico di guardia, che mi farà le ricette necessarie. E infatti ci vado e me le segna. Alle 19 finalmente rientro a Braccagni con le medicine. In fondo io ce l'ho fatta. Ma non tutti i pazienti, arrabbiati, erano in condizione, mercoledì, di andare a Grosseto con mezzi propri».  In effetti qualcosa non ha funzionato nell'organizzazione del servizio. Possibile che nessuno si sia accorto che, con quel calendario, in 9 giorni Braccagni ha il medico a disposizione solo 2 ore? Tonini sventola tra le mani una tabellina. C'è scritto così: sabato 28 maggio prefestivo NO dottore, domenica 29 maggio festivo NO dottore, lunedì 30 maggio dottore dalle 17.30 alle 18.30, martedì 31 maggio turno di riposo NO dottore, mercoledì 1 giugno prefestivo NO dottore, giovedì 2 giugno festivo NO dottore, venerdì 3 giugno dottore dalle 11.30 alle 12.30, sabato 4 giugno prefestivo NO dottore, domenica 5 giugno festivo: NO dottore.  «Ora avrete capito perché - conclude Tonini - i pazienti di Braccagni cominciano ad essere un po' impazienti». Ma in paese l'onda lunga del malcontento ha toccato molte famiglie. Negli ultimi giorni, della latitanza del servizio se ne è parlato ovunque. Nello, sul blog del paese, si domanda: «ma perché il sostituto non fa l'orario del titolare? E soprattutto, visto che ci sono giovani medici neo-laureati che stentano a trovare lavoro, perché l'Asl non li coinvolge? Non è che qualcuno teme gli sbarbatelli? Rovineranno mica la piazza, visto che non guarderebbero ai prefestivi...?».

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