Il Tirreno

Grosseto

Caccia ai morosi del mattone

Francesca Ferri
<strong>CREDITI.</strong> Il Comune di Grosseto
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CREDITI. Il Comune di Grosseto

Il Comune avanza 4 milioni e mezzo di euro dai costruttori

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Quattro milioni e 346mila 662 euro. A tanto ammonta il debito di trenta costruttori edili con il Comune di Grosseto per oneri di urbanizzazione e costi di costruzione di immobili in città e in campagna mai pagati all'ente. Il tre per cento, o poco meno, dell'intero bilancio comunale, che è di 150 milioni di euro. Il debito netto ammonta a poco più di 3 milioni di euro. Ma, con le sanzioni applicate a causa del ritardo dei pagamenti, sale all'incirca del 40 per cento, cioè di oltre un altro milione e 200mila euro. Il "chiodo" è stato piantato, almeno da un costruttore, addirittura nel 2005 e in diversi casi si è andati per vie legali. 

Di cosa si tratta, di preciso, è presto detto. Quando un privato costruisce, ritruttura o restaura fabbricati deve pagare al Comune degli oneri per la trasformazione del territorio, per realizzare cioè quelle opere che rendono edificabile un'area. Le opere, e i relativi oneri, si dividono in primarie (strade, fogne, allacci per l'elettricità e l'acqua), e secondarie (asili, scuole, cimiteri e altro). E, poiché in genere si tratta di importi abbastanza grossi, i costruttori chiedono la rateizzazione.  La prima rata dell'urbanizzazione primaria e secondaria va versata subito; le altre due, a scadenze semestrali. In teoria. Perché nella pratica spesso succede che, pagata la prima rata, il Comune non vede più un quattrino.  Così è per trenta aziende, locali e non, che devono al Comune una valanga di soldi. Ritardando il pagamento di 120 giorni, infatti, il debito aumenta del 10 per cento; di ulteriori sessanta, del 20 per cento e, quando a 240 giorni ancora la ditta non ha pagato, la sanzione è del 40 per cento, come è nel caso di 29 aziende su 30.  Per assicurarsi di incassare i soldi, il Comune obbliga i privati a stipulare una polizza fidejussoria che copra il 140 per cento in più della somma rimanente dopo la prima rata. 

«Ma, purtroppo, in alcuni casi la riscossione coattiva delle garanzie fidejussorie è stata impossibile», spiega Gianpaolo Fornasiero, funzionario responsabile del Servizio Edilizia Privata del Comune. «Spesso, infatti, ci siamo trovati davanti delle fidejussioni per così dire "farlocche"». Solo un anno fa, infatti, la Banca d'Italia ha stilato una lista di compagnie sicure, cancellandone molte rivelatisi inaffidabili.  Ma perché una ditta non paga il dovuto? Che gli oneri siano troppo esosi? «Da una nostra indagine - spiega Fornasiero - è risultato che siamo nella media dei capoluoghi toscani e in provincia. Anzi, addirittura sotto».  Gli oneri di urbanizzazione si pagano in base al volume dell'edificio moltiplicato un certo coefficiente che varia in base al tipo di intervento (le tabelle sono sul sito del Comune). Ogni Comune ha poi facoltà di abbattere questo costo fino al 70 per cento, come succede a Grosseto che ha scelto proprio il coefficiente massimo di abbattimento. Ogni gennaio, infine, c'è l'aggiornamento Istat (quest'anno è stato del più 2,7 per cento). L'onere per il costo di costruzione si calcola, invece, in base alle spese per i lavori: 5 per cento per le ristrutturazioni e 8 per cento per nuove edificazioni.

«Di fatto - spiega Fornasiero - l'incasso degli oneri non copre le spese delle urbanizzazioni; il Comune ci rimette». Come difendersi, dunque?  «Per come è l'attuale legislazione - spiega Fornasiero - possiamo solo fare attenzione alle polizze fidejussorie. Oggi pretendiamo garanzie solo bancarie o di compagnie iscritte alla Banca d'Italia. Abbiamo un ufficio che controlla la serietà delle assicurazioni. Quanto ai debitori, se non pagano oggi, prima o poi pagheranno».

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