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L’opposizione: chi sapeva dell’incompatibiltà ha taciuto. Atti in Procura?
Caso Zanfardino, Pdl accusa «Omissione di atti d'ufficio»
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FOLLONICA. Omissione di atti di ufficio, chi sapeva perché non ha detto e fatto nulla? E sopratutto perché e per coprire che cosa? Le dichiarazioni dell'ex vice sindaco Stefano Viviani sulla possibile incompatibilità di consiglieri dovuta a mancati pagamenti di tasse comunali, troverebbero conferma dagli atti. L'opposizione, infatti, dice di avere ha in mano documenti, risalenti all'inizio del 2010, con i quali si ha la certezza che le parole di Viviani corrispondono a verità, e adesso si sta decidendo se ci sono gli estremi per un esposto alla Procura.
Sì perché da quei documenti emergerebbe che qualcuno sapeva, «segretario generale, alcuni dirigenti e l'allora presidente del consiglio Andrea Benini» dicono dal Pdl. E allora perché non si sono attuate le procedure previste dal Tuel (il testo che regola gli enti locali), e comunque la vicenda non è stata resa nota a chi di dovere? Dopo le dimissioni di Gennaro Zanfardino, consigliere Pdl, la minoranza ha oggi campo libero per parlare della questione. «Chiunque dovesse trovarsi o si trovi in una situazione analoga alla sua (si riferiscono a Zanfardino ndc) - spiegal'ooposizione - dovrebbe seguire la sua condotta, così da allontanare la minima ombra circa il rischio di essere stato o essere ancora condizionato nell'espletamento del suo incarico pubblico da situazioni che potrebbero minarne la piena serenità e libertà d'azione».
Il nodo dell'opposizione riguarderebbe se «chi era in difetto poteva essere influenzato da chi sapeva? Abbiamo effettuato accessi agli atti e abbiamo in mano documenti dai quali si evince che già dal febbraio-marzo 2010 alcuni dirigenti e funzionari del Comune di Follonica, unitamente all'allora presidente del consiglio comunale oggi vice sindaco avevano avuto notizia circa l'ipotetica possibilità di tali situazioni di incompatibilità di alcuni consiglieri in ragione dell'articolo 63 Tuel. Tali ipotetiche situazioni sono divenute di dominio pubblico esattamente un anno dopo, ovvero poche settimane fa, allorquando l'ex vice sindaco Viviani, ha rilasciato interviste nelle quali faceva menzione delle presunte irregolorità.
Per tale motivo il gruppo consiliare del Pdl sente il dovere civico e politico di stigmatizzare tali silenzi perpetuati per un anno e tale mancanza di trasparenza, che a nostro avviso potrebbe configurare gli estremi di una omissione d'atti d'ufficio visto il lungo tempo intercorso tra il momento in cui in Comune sono emerse notizie sull'ipotetica possibilità di incompatibilità e quando la vicenda è diventata pubblica. Crediamo che tutto questo non rappresenti un segnale rassicurante per nessuno e ci auguriamo che, accanto al gesto rispettoso di Gennaro Zanfardino ne seguano altri».
Sì perché da quei documenti emergerebbe che qualcuno sapeva, «segretario generale, alcuni dirigenti e l'allora presidente del consiglio Andrea Benini» dicono dal Pdl. E allora perché non si sono attuate le procedure previste dal Tuel (il testo che regola gli enti locali), e comunque la vicenda non è stata resa nota a chi di dovere? Dopo le dimissioni di Gennaro Zanfardino, consigliere Pdl, la minoranza ha oggi campo libero per parlare della questione. «Chiunque dovesse trovarsi o si trovi in una situazione analoga alla sua (si riferiscono a Zanfardino ndc) - spiegal'ooposizione - dovrebbe seguire la sua condotta, così da allontanare la minima ombra circa il rischio di essere stato o essere ancora condizionato nell'espletamento del suo incarico pubblico da situazioni che potrebbero minarne la piena serenità e libertà d'azione».
Il nodo dell'opposizione riguarderebbe se «chi era in difetto poteva essere influenzato da chi sapeva? Abbiamo effettuato accessi agli atti e abbiamo in mano documenti dai quali si evince che già dal febbraio-marzo 2010 alcuni dirigenti e funzionari del Comune di Follonica, unitamente all'allora presidente del consiglio comunale oggi vice sindaco avevano avuto notizia circa l'ipotetica possibilità di tali situazioni di incompatibilità di alcuni consiglieri in ragione dell'articolo 63 Tuel. Tali ipotetiche situazioni sono divenute di dominio pubblico esattamente un anno dopo, ovvero poche settimane fa, allorquando l'ex vice sindaco Viviani, ha rilasciato interviste nelle quali faceva menzione delle presunte irregolorità.
Per tale motivo il gruppo consiliare del Pdl sente il dovere civico e politico di stigmatizzare tali silenzi perpetuati per un anno e tale mancanza di trasparenza, che a nostro avviso potrebbe configurare gli estremi di una omissione d'atti d'ufficio visto il lungo tempo intercorso tra il momento in cui in Comune sono emerse notizie sull'ipotetica possibilità di incompatibilità e quando la vicenda è diventata pubblica. Crediamo che tutto questo non rappresenti un segnale rassicurante per nessuno e ci auguriamo che, accanto al gesto rispettoso di Gennaro Zanfardino ne seguano altri».
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