Finanza
«C'è il nucleare»: tutti giù per terra
Francesca Ferri
Il flashmob di Legambiente contro le nuove centrali
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GROSSETO. Se vince il "no" e la legge sul ritorno al nucleare va avanti, la prima centrale ad essere riaperta sarà probabilmente quella di Montalto di Castro. Per questo Legambiente ha organizzato a Grosseto un flash mob, una manifestazione lampo per mobilitare gli italiani e convincerli a votare "sì" al referendum del 12 e 13 giugno per abrogare quella legge. E lo ha fatto con poche parole e fatti concreti: adunando circa 300 persone e riproducendo lo scenario più pauroso, e neanche troppo improbabile visti i fatti giapponesi, di catastrofe nucleare. Alle 17.22 di ieri su piazza Dante suona la sirena d'allarme. Uomini, donne, ragazzi, bambini cadono a terra nelle loro tute bianche anticontaminazione e con le mascherine indosso. Anche il sindaco Bonifazi e altre personalità politiche giacciono sul selciato. L'incubo, per fortuna, dura solo un minuto. Alla seconda sirena, tutti si rialzano e sono pieni di energia - pulita, va da sé - per la loro missione: fermare il nucleare. Nel giorno in cui la Cassazione ha dato il via libera al quesito referendario sul nucleare, permettendo ai cittadini di scegliere se tornare o no all'atomo, Legambiente spiega le ragioni di votare "sì" per fermare il ritorno al nucleare. «L'unica cosa sicura col nucleare - recita un volantino - sono i rischi»: rischio di esplosioni, di terremoti, rischio che le centrali diventino bersaglio di terroristi, rischio di aumento di tumori, di bollette più costose, di smaltire le scorie. Il corteo si raduna intorno a una gigantografia con scritto "vota sì per fermare il nucleare", poi i partecipanti si prendono per mano e formano una lunga catena umana che attraversa il Corso con cori e slogan. Ci sono attivisti di Legambiente, ma anche cittadini comuni, famiglie con bambini. Apre il corteo Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente. «Con la sentenza della Cassazione - spiega - non c'è più possibilità di scippo della questione nucleare. Ora bisogna mobilitare le persone, andare a votare e dare un segnale forte». Con lui il neoeletto sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi. «Neanche le vecchie scorie sono state smaltite», spiega. E c'è anche il presidente della Provincia Leonardo Marras, che invita a prendere esempio dalla Germania che ha appena deciso di chiudere le centrali da qui a 11 anni. «Serve chiarezza - spiega - non farsi travolgere dall'onda dell'emotività e puntare sulle energie verdi».
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