La manifestazione
La rabbia di operai e pastori davanti allo stabilimento. Arrivano carabinieri e municipale
Al caseificio pignorate le caciotte
Fiora Bonelli
◗
PIGNORATE. Oltre 15mila forme di cacioTrecentomila euro di formaggio portati via per coprire i debiti
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STRIBUGLIANO. Pignoramento di quindicimila caciotte semistagionate al caseificio di Stribugliano con dipendenti e fornitori fuori dall'azienda. Tanto che è stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine, carabinieri e municipale, per evitare che la protesta esplodesse. Dopo la consegna dei libri contabili in Tribunale, il formaggio stoccato dalla latteria Amiatina di Stribugliano, dunque, cambia sede. 15.000-16.000 forme di formaggio semistagionato, per un valore, grosso modo, di 300.000 euro (per lo meno così dicono gli operai) portati via, per ordine del Tribunale, dopo la richiesta di uno dei creditori, la cooperativa La Doganella. Un valore inferiore a quanto l'azienda stribuglianese deve alla Cooperativa di Canino, che di fatto ha aperto per il caseificio arcidossino la fase fallimentare. Per assistere, mercoledì mattina, a Stribugliano, a questo atto, c'era la folla.
Oltre infatti ai carabinieri e alla polizia municipale di Arcidosso, agli avvocati e agli emissari del Tribunale di Grosseto, davanti al caseificio, fin dalla mattina, si erano raccolti gli operai della Latteria, quelli che sono già a casa da alcuni giorni e le rappresentanze dei 100 pastori che fino a pochissimo fa hanno conferito il latte al caseificio. Ma davanti al caseificio c'erano pure i pastori della cooperativa La Doganella, ad accertarsi che per lo meno parte di quanto era loro dovuto, se lo sarebbero potuto assicurare, come disposto dal tribunale. Ma a questo atto, gli operai e i pastori hanno voluto assistere: «Siamo venuti per vedere la nostra rovina - commentano gli operai - Ma soprattutto siamo qui per solidarietà con l'azienda ed è con grandissimo rammarico e con grandissimo dolore che siamo davanti al fatto compiuto».
Gli operai non trovano le parole per descrivere il loro stato d'animo. E anche i pastori che dalla mattina fino al pomeriggio non hanno perso un passaggio dei pancali di formaggio che vengono caricati per essere portati via, non si danno pace. Uno dei pastori, commenta: «Sono venuto a vedere il formaggio fatto col mio latte, che va via dal nostro caseificio. Anche io ci avanzo quattro mesi dalla Latteria. Ma avevo fermamente creduto nelle sue possibilità di recupero. Sarebbero bastati 15-20 giorni e ci si sarebbe salvati, e adesso vedere andare in fumo ogni cosa mi amareggia molto. C'erano, infatti, tutte le prospettive per una ripresa e in questa maniera, anche se momentaneamente conferiamo latte ad altri, tuttavia giorno per giorno per noi sale la perdita. Dispiace che tutto il progetto che era in corso e a cui avevamo creduto, sia andato in fumo».
Si sa, intanto, che a giorni ci sarà, per il caseificio di Stribugliano, anche un passaggio istituzionale. Assicurazioni sull'interesse che l'azienda riveste per tutto il territorio (operai e filiera) e sulle mosse in corso per salvarla, sono arrivate, giorni fa, sia dal sindaco di Arcidosso Emilio Landi che dal presidente della provincia Leonardo Marras che dal presidente della Comunità Montana Franco Ulivieri. Tutti concordano nel dire che sarà fatto tutto il possibile per dare vita ad una nuova società, ma sottolineano anche che, senza una vera e propria cordata, l'operazione non è cosa assolutamente facile.
Oltre infatti ai carabinieri e alla polizia municipale di Arcidosso, agli avvocati e agli emissari del Tribunale di Grosseto, davanti al caseificio, fin dalla mattina, si erano raccolti gli operai della Latteria, quelli che sono già a casa da alcuni giorni e le rappresentanze dei 100 pastori che fino a pochissimo fa hanno conferito il latte al caseificio. Ma davanti al caseificio c'erano pure i pastori della cooperativa La Doganella, ad accertarsi che per lo meno parte di quanto era loro dovuto, se lo sarebbero potuto assicurare, come disposto dal tribunale. Ma a questo atto, gli operai e i pastori hanno voluto assistere: «Siamo venuti per vedere la nostra rovina - commentano gli operai - Ma soprattutto siamo qui per solidarietà con l'azienda ed è con grandissimo rammarico e con grandissimo dolore che siamo davanti al fatto compiuto».
Gli operai non trovano le parole per descrivere il loro stato d'animo. E anche i pastori che dalla mattina fino al pomeriggio non hanno perso un passaggio dei pancali di formaggio che vengono caricati per essere portati via, non si danno pace. Uno dei pastori, commenta: «Sono venuto a vedere il formaggio fatto col mio latte, che va via dal nostro caseificio. Anche io ci avanzo quattro mesi dalla Latteria. Ma avevo fermamente creduto nelle sue possibilità di recupero. Sarebbero bastati 15-20 giorni e ci si sarebbe salvati, e adesso vedere andare in fumo ogni cosa mi amareggia molto. C'erano, infatti, tutte le prospettive per una ripresa e in questa maniera, anche se momentaneamente conferiamo latte ad altri, tuttavia giorno per giorno per noi sale la perdita. Dispiace che tutto il progetto che era in corso e a cui avevamo creduto, sia andato in fumo».
Si sa, intanto, che a giorni ci sarà, per il caseificio di Stribugliano, anche un passaggio istituzionale. Assicurazioni sull'interesse che l'azienda riveste per tutto il territorio (operai e filiera) e sulle mosse in corso per salvarla, sono arrivate, giorni fa, sia dal sindaco di Arcidosso Emilio Landi che dal presidente della provincia Leonardo Marras che dal presidente della Comunità Montana Franco Ulivieri. Tutti concordano nel dire che sarà fatto tutto il possibile per dare vita ad una nuova società, ma sottolineano anche che, senza una vera e propria cordata, l'operazione non è cosa assolutamente facile.
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